Scherzo-scherzetto
Ti usciva la schiuma dalla bocca, probabilmente l’hai fatta col dentifricio, perchè tu sei solita farmi scherzi in cui casco puntualmente come una pera cotta. Gesticolavi con le mani mentre tendevi le tue braccia rigide, come per chiedere aiuto. Ti è riuscito bene, brava. Quando sei diventata blu e il sangue sembrava non circolarti più nelle vene, eri davvero credibile. Dovresti fare teatro, ti ho detto. Non mi hai risposto. Sbavavi e giravi gli occhi all’indietro per mostrarmi il bianco. Tanto non mi impressiono. Ciao, ho chiuso la porta e sono uscito. Questa volta non casco nel tuo scherzo-scherzetto.
Ho un sangue bellissimo
La storia incomincia nel momento in cui, circa una decina di giorni fa, mi accorgo improvvisamente che è da più di cinque anni che non faccio un’esame del sangue. La mamma dice che un controllino ogni tanto è sempre bene farlo e così, ricordandomi di questa tiritera che incomincia a farsi sempre più incalzante nella mia testa, decido di andare insieme al mio braccio destro al centro prelievi più vicino.
Mi ciucciano qualche boccetta di sanguinaccio e la tiritera passa come per magia dalle mie orecchie e dalla testa. “Ritorni tra quattro giorni e le consegneremo gli esiti del prelievo”, dice la vampira. Bene, tengo premuto il punto da cui mi è stata prelevata la cosina rossa, ma dopo due giorni ho comunque un livido grande come una fetta di pollo impanata sul mio braccino destro. Fa niente, era comunque da fare e alla mamma si deve dare ascolto. Tutt’oggi ho ancora il tatuaggetto bleumaron sull’arteria e un poco ne vado fiero, comunque passerà.
Trascorsi i quattro giorni, passo e ritiro l’esito dell’esame. Non apro la busta, anche se lo so che tu lo avresti fatto, perché in fondo di sapere che cosa c’era scritto in quella busta non mi interessava poi molto e mi dirigo dal dottore per fargliela leggere e tradurre. Tagliacarte e la apre, sfila i due fogli contenuti al suo interno con una tale lentezza che pareva avesse il punto sulle carte da gioco. Mi guarda, io non gli ho mai tolto gli occhi di dosso, e mi dice: “Ah bene, bene. Questo è a posto, questo anche. Ha una buona densità. Complimenti, lei ha un sangue bellissimo”. “Beh cosa dire, grazie dottore. Grazie davvero” e gli stringo la mano come se avessi vinto il primo premio, nessuno mi aveva mai detto che ho un sangue bellissimo.


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