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Piccoli mostri crescono

Piccoli mostri crescono

“Guarda che se non fai la brava chiamo lo zio che ti picchia”. Ma come? E che cavolo. Assumiti le tue responsabilità madre o padre che tu sia. “Guarda che se non fai la brava stasera vai a letto senza cena” oppure “se non fai la brava te le suono”, queste sono le forme corrette. Ebbene si, sono della vecchia scuola. Dopo aver spiegato per bene almeno una volta il perchè una certa cosa non deve essere fatta, sono tra quella minoranza che ritiene sia meglio un calcio ben centrato al sedere piuttosto che “il bambino deve poter fare ciò che vuole, non gli dico mai di no altrimenti cresce con le frustrazioni” o “quando mi chiede qualcosa gliela compro, non posso vederlo piangere”. Nulla di più doloroso da dover ascoltare. Educazione? Padagogia? Sembrano essere due parole che si contraddicono. Un’altra cosa che mi fa girare la pelle è la questione del lei e del tu. Il tu lo si accetta tra amici, è normale, ma i piccoli devono dare del lei a chi è più grande, è una forma di rispetto e di educazione nei confronti della vita e di chi ha una maggiore esperienza e storia rispetto a noi. “Ciao maestra”, ma siamo impazziti? Sono cose che si sentono però. Come si può imparare e rispettare qualcuno e ciò che ci sta spiegando se viene a mancare quella necessaria distanza che segna il limite tra un allievo e un insegnate? Valori e poche semplici regole, ecco ciò che manca a questa nostra società in profondo declino culturale. Un primo beneficio lo si potrebbe iniziare a percepire dal raddoppiamento degli stipendi agli insegnanti, spingendo definitivamente la televisione fuori dalla finestra e rimettendo in discussione un sistema pedagogico che oggi sta creando i tanti piccoli mostri che saranno i grandi mostri di domani.

A cena con amici

A cena con amici

Questa sera cenerò con la lucertola verde, un paio di farfalle tropicali, sei rappresentanti della colonia di formiche rosse dell’america latina e un koala in estinzione. Una cena tra amici, parleremo delle variazioni climatiche, dell’innalzamento della temperatura del pianeta e dell’influenza che ha l’azione sconsiderata dell’uomo sull’ambiente che lo circonda. Vi dico già che sono incazzati come animali, ma nonostante io sia un rappresentate dell’origine dei loro mali mi rispettano, sanno che con me si può parlare di certe cose.

Tra i 160 paesi che l’11 dicembre del 1997 a Kyōto hanno sottoscritto il trattato internazionale sul riscaldamento globale non c’era neanche un rappresentante degli animali o della vegetazione, se chi distrugge ed inquina il pianeta decide anche quanto e come lo può ditruggere ed inquinare, francamente mi sembra che ci sia un grave conflitto d’interessi.