mangiare bene

Sono diventato un gran salutista

Mangio bene, bevo, acqua sopratutto e poi pratico attività fisica. Sono andato a ritirare la bicicletta dal ciclista e ora sfreccio via che è una meraviglia. Una bicicletta di qualche tempo fa, con i freni a bacchetta e la canna per portarci su le Signorine in primavera. Non fumo più da almeno quattro anni, sono diventato davvero un bravo ragazzo. Certo, mi mancano un po’ quelle volte che ti trascinavo per i capelli lungo il corridoio imbrattata di sangue, ma vorrà dire che me ne farò una ragione. Dormi bene tesoro mio, che adesso si avvicina il gelido inverno e la neve coprirà tutte le cose. Te lo metti ancora quel profumo che mi piace tanto?

Bruno Martino “Estate

È tutto un magna magna

Generalizzando, se chi cucina ci sa fare coi fornelli la cucina è buona. Andando nello specifico non farei un discorso esclusivamente legato al gusto, buono e cattivo, ma più ampio e che comprenda anche la qualità e la salute di chi si nutre.

Ci sono nei fatti cucine più grasse, come quella indiana, in cui si usa molto burro, o quella giapponese, leggera e ricca di verdure. Oltreoceano, la cucina americana qualche problema lo sta creando ai suoi consumatori. È di questi giorni la notizia di voler vietare la somministrazione di patate nelle scuole, come se la causa di tanti americani obesi fosse la patata. Certo, se le patate sono fritte ingrassano e fanno poco bene per la salute, ma probabilmente la causa va cercata in altri alimenti, a cominciare dai quei litri di bevande zuccherate che ingoia quotidianamente l’americano medio. Probabilmente però, le multinazionali delle bollicine non si possono toccare.

In Europa il discorso non cambia. La cucina francese ha avuto dei trascorsi brillanti che oggi si sono un po’ dimenticati, anche lo champagne ha perso molti punti sul mercato dei vini, e se guardiamo al nord dell’Europa, nonostante l’impegno della Danimarca con il premio ricevuto per il miglior ristorante al mondo, certo devono piacere alghe, granchi e olio di colza, è geograficamente svantaggiata: il clima condiziona l’alimentazione.

In Italia si parla tanto, si mangia tanto è tutto tanto, come sono in tanti a pensare di mangiare bene, ma spesso non è così. Di buono c’è che con la crisi economica si sta diffondendo una sana cultura del prodotto di stagione e di quello con il chilometro più vicino allo zero, ma solo perché costa meno e di euro nel portafoglio ne sono rimasti pochi. Alcuni seguono la moda, le guide, spinti a scegliere ciò che gli viene proposto da associazioni tipo Slow Food o acquistano in supermercati come Eataly, in cui viene venduto un intero sistema culturale: al cliente si fa annusare la foglia di basilico genovese, quella che non sa di menta, e poi lo si finisce facendogli venire voglia di comprare un televisore ultrapiatto o la fuoriserie ultimo modello.

Mettiamo da parte per un momento le eccezioni o i virtuosismi come il Noma danese e cerchiamo di focalizzare dei quadri sociali di alimentazione più ampi, si possono incontrare dei casi davvero inquietanti. E comunque il pudding, se non si era capito, a me fa schifo.

Repetita iuvant

Mi piacciono i film dove ci sono le persone che mangiano, le persone che mangiano, le persone che mangiano… le persone.

Non sono il tipo da sveltina sul tavolo

Ci sono volte che a mangiare mi capita d’esser solo. Niente panini però. Cucino, spadello, faccio saltar frittate, inforno pesci in crosta di sale, impasto pane al rosmarino, rosolo arrosti tenerissimi, mesco vino profumato e cose del genere. Non sempre, ma ultimamente un po’ di più. Anche se non sono in compagnia, dedico il tempo necessario ad apparecchiare la tavola secondo i canoni. Dispongo i piatti, le forchette, i coltelli, il cucchiaio grande e quello da dolce. I bicchieri al loro posto e il tovagliolo piegato bene. La bottiglia di bianco per il pesce o quella di rosso per la carne. Oggi ho superato me stesso, ad un certo punto ho sentito dire “buon appetito”. Ho girato la testa per capire da dove arrivasse l’augurio ed ero io. Mi è piaciuto, ho deciso che manterrò quest’abitudine.

IV RaBlò e la XXIX Fiera del porro a Cervere

Ultimo appuntamento enogastronomico dell’anno, per gli amanti della verdura di stagione e delle specialità della tradizione regionale, è la “fiera del porro” a Cervere, in provincia di Cuneo, nel basso Piemonte.

La data decisa per la consolidata gita fuori porta è Domenica 23 novembre.
Il pranzo è aperto a tutti i bloggers e ai loro amici, chi ha piacere di unirsi alla festa può segnalarlo scrivendo qui, fino ad esaurimento posti. E’ gradita un po’ di pubblicità all’evento nei vostri blogs, indipendentemente dal fatto che decidiate di unirvi alla compagnia.

Il pranzo costa 26,00 € tutto incluso e comprende come antipasti il pastis ‘d Cesca, la rolata di coniglio ai porri, la salsiccia in bagna di porri, il flan di porri con bagna cauda; come primi i raviole ‘d la fera, il risotto ai porri, la minestra di trippe e porri; per secondi saranno serviti l’arrosto di maiale ai porri e il coniglio zangolato ai porri; per finire il dolce e il caffè. Le portate saranno accompagnate da vini D.O.C. regionali.

Non c’è più posto.