Libertà verità giustizia
Wikileaks ha rivelato i segreti degli Stati di tutto il mondo e i presidenti degli Stati di tutto il mondo si sono incazzati, attaccando il fondatore del sito Julian Assange con ogni mezzo, più o meno direttamente, più o meno lecitamente, provando a farlo tacere anche con la diffamazione.
La domanda è una sola ed è anche molto semplice, perchè gli Stati devono avere dei segreti? Perchè gli Stati di tutto il mondo non possono fare e dire ogni cosa alla luce del sole? Perchè i politici non sono responsabili di ciò che dicono e fanno?
Irresponsabili che non siete altro, il mondo che avete creato e manipolato a vostra misura è una merda. Quello che difendete non è il mio mondo, io non vi riconosco. Io sono libertà, verità e giustizia, come ogni altra donna e uomo responsabile su questa Terra.
La libertà non è un diritto
La libertà, anche quella di espressione, non dovrebbe essere un diritto di tutti. Qualcosa di acquisito dalla nascita, un dato di fatto, una seconda pelle: la libertà va conquistata sulla base di azioni e comportamenti.
Uno stragista, un mafioso, un politico corrotto, in generale chi delinque, non ha alcun diritto alla libertà, tantomeno di replica e parola. Va riconsiderata l’emarginazione mediatica e sociale, l’esilio verbale come strumento educativo e formativo.
Chi fa uso di risorse pubbliche per fini personali non commette soltanto reato penale, ma uccide le speranze di tutti, non ha diritto alla libertà. Chi organizza e compie una strage in una stazione ferroviaria con la complicità di rappresentanti dello Stato, uccidendo 85 persone inermi, non ha diritto alla libertà. Chi depista indagini è contro la giustizia, non ha diritto alla libertà. Chi in tempi di crisi non sostiene il lavoro e la Repubblica con misure di rilancio economico per il Paese, non ha diritto alla libertà. Chi modifica la Costituzione a suo uso e consumo, approva leggi su misura che cancellano reati per non subire la condanna, non ha diritto alla libertà. Chi non parla quando sa e si gira dall’altra parte, non denuncia un crimine, non ha diritto alla libertà. Chi vuole privatizzare tutto, anche l’acqua, non ha diritto alla libertà. Chi vuole ancora le centrali nucleari quando il mondo sta andando in tutt’altra direzione, non ha diritto alla libertà. Chi non tutela l’arte e la cultura, un bene che appartiene a tutti, non ha diritto alla libertà. Chi inquina l’ambiente, specula e sfrutta le risorse a vantaggio di pochi, non ha diritto alla libertà. Chi non pensa, non ricorda la storia, non ha diritto alla libertà. Chi ha paura dello straniero e si chiude, ostacolando tutto ciò che non conosce, non ha diritto alla libertà. Chi vuole imporre la sua verità sugli altri, violenta i bambini, è contro la scienza, non ha diritto alla libertà. Chi spara, ordina una guerra, nega un olocausto, non si commuove e non è capace di amare, non ha diritto alla libertà.
Libertà
Sono favorevole all’accanimento terapeutico e all’eutanasia, alla scelta di religione e al testamento biologico, all’inferno e al paradiso, all’esistenza di Dio e al credo degli atei e dei laici, alla propaganda del Papa e agli autobus con la pubblicità che mette in dubbio l’esistenza di Dio, ai politici che vanno dove conviene e a chi è fermo nelle proprie convinzioni, a chi fa due domande per vendere un giornale e a chi fa una battaglia per le libertà fondamentali, solo contro tutti, perché ognuno in coscienza possa decidere come vivere o come morire, senza che qualcuno glielo imponga con una legge o con una religione.
Fabrizio De Andrè, “Preghiera in gennaio” 1967
Una cerniera ci divide dal mondo
Siamo rinchiusi in una borsetta da bagno e il dentifricio sta per finire.
Siamo a cavallo di un tubetto di crema e queste forbici minacciano la schiena.
Dalla cerniera filtra una flebile luce, è vero. La vediamo, ma appare irraggiungibile. Per ogni piccolo movimento, una spinta che ci preme. Tra il filo interdentale e la pinzetta, tra il tubetto di dentifricio e la spazzola.
Siamo rinchiusi in una borsetta da bagno e il dentifricio sta per finire.
Siamo a cavallo di un tubetto di crema e queste forbici minacciano la schiena.
Poi, una mattina, due dita aprono quella cerniera e ci sembra di non aver vissuto invano, di non aver sprecato il nostro tempo. Occhi grandi, mani leggere, rovistano nella borsetta da bagno e ti solleticano. Un desiderio di libertà ti trafigge il cuore.
Siamo rinchiusi in una borsetta da bagno e il dentifricio sta per finire.
Siamo a cavallo di un tubetto di crema e queste forbici minacciano la schiena.
Prende la bottiglietta di profumo, l’unica cosa a cui non avevi pensato di aggrapparti. Due spruzzi sui polsi, una strofinata di fragranza sul collo, in prossimità delle orecchie, e ripone la bottiglietta della tua libertà. La cerniera si richiude e ci divide dal mondo.

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