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Il Rendezvous dell’Epifania

Il rendezvous dell’Epifania 

Era il 6 gennaio 2005 quando un manipolo di bloggers, all’epoca ancora in erba, decise di organizzare la festa dell’Epifania a Torino. Uno tra i primi incontri bloggerecci italiani, erano gli anni del boom dei blogs e le Signorine non erano delle Befane, come qualcuno potrebbe ironizzare, ma delle Fatine meraviglia. Praticamente, sembrava di stare in un sogno ovattato. Chi c’era se lo ricorda ancora.

Ho guardato sul calendario e ho notato che anche il prossimo anno ci sarà un 6 gennaio, come ogni anno, come sempre. E così, mentre ripensavo a quella festa, mi sono innostalgicizzato. Lo so che non si scrive innostalgicizzato, però non distrarmi. Dunque, la vogliamo organizzare un’altra festa bloggereccia come si deve? Pensiamoci, io sono pronto.

Sarà un rendezvous, mi rivolgo ai più vicini geograficamente, ma se qualche impavida Signorina decidesse di spostarsi per osservare da vicino il ghiaccio che si cristallizza tra le vie del centro storico, Torino è suggestiva in inverno, mentre una deliziosa cioccolata calda, panna a parte, ammalia le sue dita fredde, i posti si trovano. L’ospitalità sabauda non ha bisogno di pubblicità.

Lo schema è quello consolidato: arrivo e ritrovo in luogo conosciuto o facilmente raggiungibile, pranzo di conversazione, breve passeggio e visita anti-turistica, degustazione di cioccolata calda con panna a parte, saluti e partenza.

Ora che ho spiegato tutto, incomincio a prendere nota delle prenotazioni per il 6 gennaio 2008, qui di seguito va bene, ma se preferite essere coccolati e tenuti aggiornati sul programma scrivetemi, non disturba.

I partecipanti al II Rendezvous dell’Epifania.

antisporcelli
blondpride
delfi
disastro
legnocloruro
linea
napolino
myrrdin
origami di parole
vetro

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Tirato su a caso
La Neolingua

“La Neolingua era distinta da quasi tutte le altre lingue dal fatto che il suo vocabolario diventava ogni giorno più sottile invece di diventare più spesso. Ogni riduzione rappresentava una conquista, perché più piccolo era il campo della scelta e più limitata era la tentazione di lasciar spaziare il proprio pensiero. Si sperava, da ultimo, di far articolare il discorso nella stessa laringe, senza che si dovessero chiamare in causa i centri del cervello”.
George Orwell, 1984

"Neolingua"
un post di Scritti Apocrifi

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