amore

Che cosse’ l’amor?

L’amore è la proiezione mentale e fisica di ritorno di un bisogno personale e intimo.

Alla vigilia di San Valentino

Ti guardavo, mi guardavi. Poi all’improvviso le linee di fuga delle piastrelle sono diventate corde e tu mi hai detto: “Fai qualcosa!”. E io l’ho fatto.
A questo punto le possibilità per chi legge sono tre, ma tutte portano allo stesso risultato, scegli quella che senti più affine alla tua sensibilità.

1. Le ho intrecciate e ti ho fatto un vestito da cui non ti sei più liberata;
2. Le ho tese ancora un po’ e ti ho suonato una musica da innamorati;
3. Le ho fatte su a gomitolo e l’ho lanciato dalla finestra colpendo in testa tua madre mentre entrava dal portone.

Mi hai guardato, hai fatto gli occhi grandi per un po’, sono diventati lucidi e ti sei messa a frignare.

Le rose fanno male

Davvero le rose fanno male? Certo.
Un bellissimo mazzo da quindici, perché le rose si regalano dispari, e bianche, perché tu ci possa mettere il colore che preferisci…
Suonano alla porta. Buongiorno, consegna fiori, una firma qui per cortesia. Grazie. Queste sono per Lei. Quante rose, belle, bianche. Tutte bianche. Il cellophane e un nastro, anche il nastro è bianco. Un biglietto bianco, di chi sarà? “Le rose fanno male”. Sciogli il nastro, levi l’involucro in fretta e stringi i quindici gambi a mani unite. Stretti, mentre avvicini il viso ai petali e li respiri, li respiri tutti e chiudi gli occhi. Pensieri bianchi, immersi, come in un sogno in cui il tempo ti dimentica. Ad un tratto, il dolore.
Apri le mani d’istinto e le lasci cadere, tutte giù per terra. Le quindici rose giacciono ora abbandonate anche dallo sguardo e se ne stanno lì, sparse, distese. Le tue piccole gocce si vestono di rosso e il sangue, su quei petali che trattengono ancora il profumo di un abbandono, scorre. Perché le rose fanno male, come l’amore dopo che ci ha lasciati.

Considerazioni sull’amore

Considerazioni sull'amore

Quel sentimento travolgente, che almeno una volta nella vita abbiamo provato tutti, a volerlo analizzare bene non è altro che la massima espressione dell’egoismo. Un profondo desiderio di presenza costante, di condivisione totale, attimo dopo attimo. Il dolore per l’assenza e la lontananza ne sono la dimostrazione. Dietro ad una prima patina superficiale e un po’ naif, si nascondono in verità i sentimenti umani più beceri. Una radicata volontà di possesso fisico e sensoriale del partner è il nodo insidioso attorno al quale si manifestano sintomi più tangibili come la profonda nostalgia, l’attorcigliamento dello stomaco e un cuore che batte più forte del normale. L’odio è un sentimento certamente più sano, dichiarato e cristallino, ma anche più gratificante. L’odio è onesto, l’amore è una privazione di libertà.

Nella pancia dell’onda

Nella pancia dell’onda 

Ho paura. Paura per tutte quelle parole che restano appese e che si spingono strette, le une con le altre. Sono gocce d’acqua in un bicchiere che si riempie in fretta, sono i pensieri dell’attesa immersi in una folla agitata. Perché io dimentico e ricordo, come un intrepido collezionista di sensazioni, sprezzante del dolore dell’irripetibilità.

Una cerniera ci divide dal mondo

 Una cerniera ci divide dal mondo

Siamo rinchiusi in una borsetta da bagno e il dentifricio sta per finire.
Siamo a cavallo di un tubetto di crema e queste forbici minacciano la schiena.

Dalla cerniera filtra una flebile luce, è vero. La vediamo, ma appare irraggiungibile. Per ogni piccolo movimento, una spinta che ci preme. Tra il filo interdentale e la pinzetta, tra il tubetto di dentifricio e la spazzola.

Siamo rinchiusi in una borsetta da bagno e il dentifricio sta per finire.
Siamo a cavallo di un tubetto di crema e queste forbici minacciano la schiena.

Poi, una mattina, due dita aprono quella cerniera e ci sembra di non aver vissuto invano, di non aver sprecato il nostro tempo. Occhi grandi, mani leggere, rovistano nella borsetta da bagno e ti solleticano. Un desiderio di libertà ti trafigge il cuore.

Siamo rinchiusi in una borsetta da bagno e il dentifricio sta per finire.
Siamo a cavallo di un tubetto di crema e queste forbici minacciano la schiena.

Prende la bottiglietta di profumo, l’unica cosa a cui non avevi pensato di aggrapparti. Due spruzzi sui polsi, una strofinata di fragranza sul collo, in prossimità delle orecchie, e ripone la bottiglietta della tua libertà. La cerniera si richiude e ci divide dal mondo.