Comunicazione meritata

La possibilità di comunicare andrebbe concessa per merito e capacità, internet non dovrebbe essere accessibile a tutti così facilmente.

Chiaro di luna

Sono appena arrivato a casa dopo una lunga passeggiata a zero gradi sotto un cielo di stelle limpido e chiaro, chiaro di luna. La strada è più leggera e facile da percorrere quando i pensieri sono scanditi dalla luna.

Straordinaria

In questo proliferare di trasmissioni, siti internet e libri sulla cucina, a cui partecipano chef e critici d’eccezione, esperti e specialisti di straordinaria cultura gastronomica, voglio dare anch’io il mio piccolo contributo e proporre un’evergreen, una ricetta di estremo successo che mette quasi sempre tutti d’accordo ovvero la pasta al pomodoro. Tempo di preparazione 10 minuti, complessità zero.

INGREDIENTI 
Pasta di Gragnano trafilata al bronzo
pomodori pelati San Marzano di coltivazione biologica
olio extra vergine d’oliva taggiasca con spremitura a freddo
aglio bianco polesano
sale trapanese
formaggio Grana padano
basilico genovese.

PREPARAZIONE
Mettere a bollire l’acqua in una pentola sufficientemente grande da contenere la quantità di pasta desiderata, 80 grammi a persona è la porzione media corretta, aggiungere un piccolo pugno di sale-grosso. In una padella grande far rosolare nell’olio a fiamma bassa uno spicchio d’aglio tagliuzzato, su quella che io chiamo impropriamente la schiena, affinché rilasci il suo caratteristico sapore. Aggiungere qualche pizzico di sale-fino in cottura e prima che l’aglio si imbrunisca unire il pomodoro.

La fiamma va tenuta bassa e il composto va mescolato di tanto in tanto, preferibilmente con un cucchiaio di legno o di ceramica. L’esclusione dell’acciaio è una scelta per evitare l’ossidazione e l’imbarbarimento del sugo. Buttare la pasta nell’acqua appena bolle e continuare a curare il sugo fino a quando non è più liquido ma diventa sufficientemente consistente.

A questo punto la pasta è molto probabilmente cotta. Assaggiare, scolare e versare gli spaghetti nella padella dove abbiamo preparato il sugo. Riaccendere la fiamma e far saltare pasta e sugo per qualche istante a fuoco vivo. Mettere la pasta condita nel piatto, grattare il formaggio con una grattuggia a mano e aggiungere una o due foglie di basilico sminuzzate a mano per guarnire e insaporire il tutto.

Abbinare un buon vino, rosso, fresco, profumato e con una gradazione non eccessiva.  Servire in tavola e buon appetito.

The Doors “Soul Kitchen“, 1970

Guardali bene in faccia

La Commissione Episcopale Italiana dice che la manovra poteva essere più equa. In effetti hanno ragione, Monti avrebbe potuto introdurre l’ICI anche sugli immensi patrimoni immobiliari di proprietà della Chiesa Cattolica, avrebbe potuto far pagare anche IRPEF, IRES, IMU, le tasse immobiliari e doganali, il gas e l’acqua che fino ad ora il Vaticano non ha mai pagato.

Poi ci sono i sindacati, protestano anche loro. Protestano perchè questa volta non potranno partecipare al tavolo delle trattative, perchè non gli è stata offerta la possibilità di imporre i propri privilegi di casta. Però non ci mettono la faccia, non lo dicono questo, muovono solo i fili e buttano in piazza le persone.

Quelli che oggi si lamentano per il Decreto Legge del nuovo Governo sono gli stessi che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro. Guardali bene in faccia, ricordateli.

Al parco si fanno (cose)

Al parco ho visto dei ragazzi ventienni che si rotolavano all’indietro, si spintonavano di peso, cadevano in terra e poi si rialzavano e ridevano forte.

The Beach Boys “Wouldn’t it be nice“, 1966

Ho visto Pina

Si, al cinema. Al secondo spettacolo, in tre dimensioni e mi hanno dato anche gli occhialini. Neri, con la montatura spessa, mi sentivo un nerd.
Al di là del tre di, che qualche cosa aggiunge senz’altro, come la tenda che si muove, le foglie, l’acqua, i volti visti da vicino che sembrano paesaggi, per il resto il film sarebbe stato comunque bellissimo anche in due di. Le situazioni, le coreografie, le musiche, tutto magnifico. I ballerini, strepitosi. Macchine di carne e di cuore perfette. Impeccabili, densi di passione, esempi di bellezza e rigore assoluti. Da vedere e rivedere.

Il trailer del film Pina di Wim Wenders, 2011

Commessa

Stasera sono entrato in un piccolo negozio di profumi per ambienti. Piccolo, piccolissimo, però molto ben fornito. Ogni tanto vado, scelgo un profumo diverso e lo diffondo nell’ambiente. La commessa che c’era questa sera era troppo gentile, sfacciatamente generosa di parole, mi dava ragione su tutto. Ammiccava, sorrideva, mi parlava in continuazione. Dicevo una cosa, una cosa qualunque, e lei diceva sempre Si. Avrei potuto anche chiederle di sposarmi in quel momento che tanto sarei stato sicuro della risposta. Sono riuscito a esprimere un gusto personale e il suo contrario in meno di un minuto e in entrambe le situazioni lei mi ha dato ragione portandomi anche degli esempi. Probabilmente fanno dei corsi prima di avere contatti con il pubblico, studiano in qualche scuola, ma roba seria. Ci ripensavo mentre tornavo a casa, quella Signorina era l’esempio preciso di ciò che cercavo di spiegarti ieri. E in tutto questo io non lo so e mi domando, perché non pensano?

Hong Kong Syndikat “Never too much“, 1985

-issimo

Sono stanco del tanto, tantissimo e del troppo. Sei troppo bello, ti voglio troppo bene, sei troppo bravo, ti amo tantissimo, sei bellissimo, bravissimo, intelligentissimo. Non ne posso più di sentirli, quando è troppo è troppo. Anche l’amore, quando diventa troppo vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Diventa un amore insano, che opprime, che non lascia respiro. Troppo contiene in se un’accezione negativa, a qualunque cosa esso sia associato. Anche un semplice “sto troppo bene”, non lo direi tanto con disinvoltura, perché il passo successivo del troppo è nei migliori dei casi il normale che è comunque qualcosa in meno rispetto a prima. Non negarti quel piacere costante nel vivere, prendi le distanze da quegli aggettivi che terminano con -issimo, dimentica il troppo.

The Chordettes “Never on Sunday“, 1968

Dimissioni

Adesso sono tutti contro e festeggiano, stappano bottiglie e strillano slogan in piazza. Mi piacerebbe avere sotto mano la lista di tutti quegli italiani che lo hanno votato e sostenuto in questi lunghi anni di governo.

L’agonia

I mercati scommettono sulla fine del Governo, nelle prossime ore assisteremo alla resa dei conti. 
Ciò che è riuscita a fare questa coalizione in nove anni è nei fatti che abbiamo sotto gli occhi.
Il Partito delle Libertà ha rappresentato gli interessi di Silvio Berlusconi, la Lega Nord l’ignoranza.
Chi ha scelto e votato questo Governo è responsabile in prima persona della situazione nel Paese.

Non ho altro da aggiungere, per ora.