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Blog è…

L’altra sera a casa di amici si è parlato di blog, della differenza che c’è tra un sito web e un blog. Dire che la differenza sta nel fatto che costruire un blog sia meno oneroso in termini economici è indubbiamente molto riduttivo, mi ha colpito. Molte volte quando ci relazioniamo con con gli altri diamo alcune cose per scontate, ma può essere un errore fidarsi delle apparenze ed è sempre meglio approfondire. Sotto a una bandana, per esempio, potrebbe nascondersi un trapianto di capelli.

Mi ha colpito il fatto che una persona potesse fare delle considerazioni primordiali e approssimative su uno strumento di comunicazione di tale portata e diffusione. Una persona che si definiva “di cultura”, oltretutto. Cultura, parola grossa. Una convinzione simile forse la si poteva giustificare dieci anni fa, quando sono nati i primi blog, ma oggi, che abbiamo sotto agli occhi le gioie e i dolori di questo strumento invertebrato, non è più giustificabile. Per questo, per il mio amico ignorante, e per chi in questi dieci anni si è un po’ distratto o gli si sono ossidate le sinapsi, proverò a definire in forma sintetica e chiara la differenza che c’è tra un blog e un sito web.

Un sito web è uno strumento di comunicazione statico e verticale, senza possibilità di interazione da parte del visitatore/lettore.

Un blog è uno strumento di comunicazione dinamico e orizzontale, con possibilità di interazione da parte del visitatore/lettore.

Sono graditi eventuali ulteriori suggerimenti di sintesi e chiarificazione sull’argomento, ora non hai più scuse.

Oggi qualcuno sciopera e qualcuno no

Diritto alla rete!

Per oggi è stato indetto uno sciopero su internet contro il Ddl “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 giugno 2008 con Atto della Camera n.1415 del 30 giugno 2008 e  in corso di esame in commissione in data 7 luglio 2009. C’è chi lo promuove e dice che questo Ddl è un bavaglio alla libertà di parola su internet, chi non aderisce dicendo che non serve a nulla protestare nel silenzio con un’adunata in piazza ma occorre passare ai fatti concreti e c’è anche qualcuno che sostiene il Decreto Legge Alfano, perchè dice che è uno strumento che tutela le persone da chi potrebbe in qualunque momento screditarle o diffamarle attraverso la rete.

Io, pur non essendo favorevole al Ddl Alfano sulle intercettazioni, perchè è l’ennesimo tentativo di controllo dell’informazione, di bavaglio della comunicazione e di limitazione della giustizia imposto da un gruppo politico che ha già il potere su tutto, non sono d’accordo con nessuno dei tre punti di vista emersi. Sul primo punto di vista non sono d’accordo perchè è uno sciopero che non porterà da nessuna parte, è come illudersi di poter sensibilizzare delle pietre. Sul secondo punto di vista non sono d’accordo perchè l’uso di strumenti illegali, come l’haking di sistemi informatici o il nascondersi dietro a indirizzi fasulli per poter continuare a dire e a fare liberamente ciò che si faceva prima, è semplicemente un escamotage che non risolve un problema. Sul terzo punto di vista non sono d’accordo perchè le leggi che tutelano le persone dalla diffamazione esistono già, basta applicarle.

La mia risposta al problema? Fottetevi stronzi.

Tra parentesi, nel logo dello sciopero c’è un errore. Il plurale di blogger non è blogger, come è stato scritto, ma bloggers con la esse finale.

I referenti di giugno 2009

Come promesso, ecco qui la lista dei referenti di giugno 2009, sono cambiate alcune posizioni, qualcuno è scomparso ma soprattutto ci sono ben quattro nuove entrate tra i bloggers che portano maggiori visite e lettori qui su Maninafutura. Ringrazio tutti, “belli e brutti e anche quelli brutti e belli”, per citare gli Skiantos e rendere la classifica maledettamente smorfiosa.

Un ultima cosa, l’elenco che segue non è truccato e non è truccabile per una mia precisa volontà, pertanto ricordo all’amico Amphetamine Anne-dog che, anche se mi offre il drink del venerdì sera io dentro non ce lo metto, deve entrarci per merito.

 available in blue
 lindalov
 maledettamente smorfiosa
 mardin
 lui e lei attraverso
 aurea
 delfi
 io ho le mie favole e tu la storia tua
 ombra
 nebularina
- – -
Per capirci:  stabile   nuovo   in salita   in discesa

Probabilmente i più attenti hanno anche notato delle bellissime icone per segnalare il su e il giù. Molto bene, ringrazio anche i più attenti, visto che mi sono fatto un fondo quadro per disegnarle.

Fatti un gravatar

Fatti un gravatar

E’ già da qualche tempo che mi sono fatto un gravatar o globally recognized avatar, un’immagine che mi segue di sito in sito, collegata all’indirizzo di posta elettronica. Ne scrivo solo perchè vedo che in molti commenti l’iconcina non appare ancora, forse perchè non lo si sa o forse perchè non frega. Suggerisco ai secondi di non proseguire nella lettura del post, non cercherò di convincere, ma di informare. Dicevo, ogni volta che si commenta in un blog, forum o sito abilitato, l’iconcina personale ci segue. La registrazione è semplice e gratuita e l’immagine può essere cambiata in ogni momento. L’unica cosa che occorre è un indirizzo e-mail e una password personale. Ovviamente, quando si cambia l’icona principale su www.gravatar.com, questa cambierà automaticamente in ogni posto e in ogni commento lasciato in giro per la rete. E’ un’icona globale a tutti gli effetti. Perchè non registrarsi allora, ci identifica nei commenti ed è parecchio chiccosa. Tutte le istruzioni per farlo si trovano sul sito www.gravatar.com oppure seguendo con attenzione l’ottimo “Gravatar for dummies” preparato dall’amico Larvotto.

Spam pam pam

E’ da un po’ di giorni che continuano ad arrivarmi messaggi indesiderati da persone che vogliono vendermi sostanze poco raccomandabili come il tramadolo, il paracetamolo, il clonazepam, la codeina e altri oppiacei, calmanti e antidolorifici.

Vorrei dire a questi commercianti da strapazzo che mi sento in forma fisica e mentale perfette, che ho un sangue bellissimo e che non mi interessano tutte quelle sostanze calmanti, oppiacee o antidolorifiche che cercano di rifilarmi ogni giorno. Le pillole ve le mangiate voi che a me non interessano, quando proprio voglio sballare mi bevo un bicchiere di orzata e sono felice fino a sera.

Consapevole del fatto che la Polizia Postale ha mille altri impegni più importanti di questo, mi rendo in ogni caso disponibile a collaborare e a fornire gli indirizzi IP di questi personaggi che da tempo infastidiscono chi abita la rete con reclames e proposte poco raccomandabili.

Ricordo a tutti che una delle regole per proteggersi dai messaggi indesiderati è quella di ignorarli e mettere nel cestino ogni e-mail contenente pubblicità indesiderata. Il più delle volte questi messaggi vengono inviati a pioggia in modo del tutto casuale, rispondere equivale a segnalare la propria presenza e di conseguenza a diventare oggetto di successive “attenzioni”.

La fine di un amore

Dopo aver riempito l’account gratuito di Flickr nel giro di tre giorni con 21 foto e aver esaurito la disponibilità di 100 Mb per il mese di agosto, messa a disposizione dal servizio, la scelta che mi si presenta davanti è quella di pagare il servizio denominato “pro”, entrando così a far parte a pieno titolo della spirale vorticosa delle immagini, o di cercare un plug-in per Wordpress che mi dia la possibilità di gestire tutte le immagini liberamente e senza limiti all’interno di Maninafutura, senza dover sottostare a regole e a diritti sul materiale che pubblico imposti da altri. 

A breve trasporterò tutta l’esperienza fotografica nella casetta indipendente, integrandola e rinunciando alla mia oleosa tendenza ad espandermi in territori nebulosi per il semplice gusto della novità. Ritengo l’esperienza Flickr temporaneamente conclusa. E’ la fine di un amore, certo, ma in fondo i padroni del Flickr non mi sono mai stati molto simpatici.

La storia del Flickr

Agli inizi del 2007, quando la nota piattaforma per la gestione e la condivisione delle immagini vantava soltanto pochi iscritti e poche foto pubblicate, era attiva da poco meno di un anno in versione beta e www.maninafutura.com era soltanto un bozzolo, per non essere da meno e sempre al passo con le novità, mi iscrissi col nome di Maninafutura.

Utilizzai una password che presto dimenticai e un’email che dopo qualche mese mi venne chiusa perchè non utilizzata per tre mesi. All’epoca non avevo ancora G-Mail, il servizio gratuito di Google che offre un indirizzo di posta elettronica personale molto capiente, oggi dispone di più di 7 Giga Bite di spazio per conservare la propria posta, ma un servizio e-mail poco professionale e soprattutto stretto. Per farla breve, non mi è stato più possibile accedere a Flickr, neanche dopo aver scritto ai responsabili un paio di e-mails che spiegavano la mia drammatica situazione e l’impossibilità ad accedere al servizio.

Ero entrato in una spirale da cui non si poteva uscire: per recuperare l’account occorreva la password, per recuperare la password occorreva l’e-mail e l’e-mail non era più accessibile. “Cancellate l’account, mi registro una seconda volta”, ho chiesto, ma non c’è stato verso di trovare un accordo. Niente da fare, quelli del Flickr sono duri come il legno. Morale della storia, volevo quel nome e non ne volevo un altro e così ho abbandonato l’ipotesi di avere un account personale.

Prima di partire per le vacanze mi è venuta un’idea. Perchè non usare un “trattino basso” per separare le due parole manina_futura e tentare una nuova registrazione? Adesso ho un nuovo accout: http://www.flickr.com/maninafutura/ . Devo ancora digerire il fatto di aver separato Maninafutura da un “trattino”, ma credo che col tempo mi ci abituerò, confido nelle foto colorate e nel sostegno di chi le attraverserà con lo sguardo.

Connettersi e telefonare liberi da canone e tariffe

Navigare, leggere i preferiti su internet e telefonare agli amici lontani senza pagare alcun canone o scatti alla risposta, sono due belle soddisfazioni e anche il segno che la tecnologia e i nuovi sistemi di connessione non sono solo quel male che ci viene raccontato sui media. Ovviamente, sono necessarie alcune nozioni di base per il loro utilizzo, ma prima di tutto è necessario sapere che esistono. Ora sai che esistono e che navigare su internet e telefonare senza pagare è possibile, il secondo nodo lo abbiamo sciolto, ora proviamo a scogliere anche il primo con questa piccola lista di “attrezzi” indispensabili.

Occorre prima di tutto un portatile o un palmare con scheda Wireless. Se il tuo computer non è esattamente dell’ultima generazione, devi sapere che esistono in commercio anche delle piccole penne USB Wi-Fi molto semplici da connettere e da installare. Delle vere e proprie antenne, in grado di ricevere e trasmettere il segnale radio che permette di entrare in internet e navigare passando attraverso una qualunque rete wireless disponibile, ovviamente non protetta.

Per individuare una rete non protetta a cui connettersi ci sono due possibilità: eseguire una ricerca manualmente o fisicamente. Per la ricerca manuale ho scelto tre siti campione, ma cercando meglio se ne possono trovare facilmente molti altri. 

http://www.free-hotspot.com/
http://www.hotspot-locations.com/
http://www.btopenzone.com/

I punti di accesso Wi-Fi più comuni sono generalmente posizionati nelle grandi stazioni, musei, biblioteche, ospedali, negozi di videocassette, hotels.

Un’alternativa alla ricerca manuale dei punti di accesso, è la ricerca fisica con un rilevatore Wi-Fi: il Wi-Fi Detector. In commercio se ne trovano di diverse forme e colori, a forma di portachiavi per esempio, grandi come una scatola di fiammiferi, ne esistono anche sotto forma di T-shirt. Tutti questi apparecchi ci comunicano la disponibilità di una connessione, con un segnale luminoso o sonoro che si attiva in presenza di una connessione accessibile. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Le T-shirt le sconsiglio, non tanto perché sono Geek, ma perché trasmettono e ricevono onde elettromagnetiche e averle a contatto diretto con il corpo non è naturalmente salutare.

Per completare l’operazione, non rimane che installare sul proprio personal computer una versione recente di Google Talk o Skype, due dei tanti programmi che permettono di telefonare con la tecnologia VoIP (voice over IP), e inserire il jack di una cuffia audio con microfono per ascoltare e parlare, se ne trovano anche da spendere molto poco.

Buona connessione libera!

Sono morti alcuni post

Per un problema con il database ho perso post e commenti, capre e cavoli, dal 23 di aprile fino al 6 di maggio. Sono in lutto, temporaneamente. Fino a quando non trovo una soluzione.

Cerco un database di gravità permanente
che non mi faccia mai cambiare i commenti alle cose della gente.

Emoticons

Per la gioia di tutti ed essendo oggi domenica, ho aggiunto le icone ai vostri sorrisi. Le faccine, gli smilies, le emoticons, abbreviazione di emotional icons. Non sono le iconcine standard che si possono trovare nella piattaforma di Wordpress, ma degli emotici meglio rifiniti graficamente e con qualche piccola animazione per renderli più amichevoli e comprensibili. Riporto qui di seguito l’elenco completo delle emoticons disponibili e come ottenerle digitando le combinazioni di tasti.

  :) = :) :-) e :smile:

  :D = :D :-D e :grin:

  :( = :( :-( e :sad:

  :? = :? :-? e :???:  

  8) = 8) 8-) e :cool:

  :lol: = :lol:

  :x = :x :-x e :mad:

  :P = :P :-P e :razz:

  :oops: = :oops:

  :cry: = :cry:

  :twisted: = :twisted:

  :roll: = :roll:

  ;) = ;) ;-) e :wink:  

 <img src="http://www.maninafutura.com/wp-includes/images/smilies/icon_exclaim.gif" alt=":!:" class="wp-smiley" /> = :!:

 <img src="http://www.maninafutura.com/wp-includes/images/smilies/icon_idea.gif" alt=":idea:" class="wp-smiley" /> = :idea:

 <img src="http://www.maninafutura.com/wp-includes/images/smilies/icon_arrow.gif" alt=":arrow:" class="wp-smiley" /> = :arrow:

  :| = :| :-| e :neutral:

  :mrgreen: = :mrgreen: