Appuntamenti
Temo che mi stia riprendendo il gusto per le cover, ho tovato questa versione dei Calibro 35 della canzone ”L’appuntamento” e mi sono impallinato. La versione originale era cantata da Ornella Vanoni, i testi e la musica sono stati composti da Bruno Lauzi, Roberto Carlos Braga ed Erasmo Carlos.
Calibro 35 “L’Appuntamento“
Dove andiamo a ballare?
Non vado molto in giro per locali, anche perché quelli che piacciono a me si possono contare sulla punta delle dita di una mano. Voglio dire, non sono uno che non esce mai la sera e non si diverte, però preferisco andare alle feste a casa di amici, dove terrazzi, cortili, giardini e case si riempiono di musica, di colori e di volti più o meno conosciuti. L’altra sera sono stato in uno di quei cinque luoghi che stanno sulla punta delle dita di una mano, la mia. Proverò a raccontarti, senza fare pubblicità al locale e alla sua collocazione geografica, altrimenti si sparge la voce, si riempie di persone, si sgomita per ballare e va a finire che non mi piace più.
Fino ad una certa ora fanno cucina, nella saletta piccola con la grande vetrata che si affaccia sugli alberi. Pesci e altri cibi, buon vino, dolci e ogni delizia per il palato. Una cucina semplice, ma molto curata. Finito di cenare le persone si alzano, qualcuno passa al bar, qualcuno si siede sui divanetti a conversare, qualcuno esce. Il lato della pista dove si balla viene aperto verso la piccola strada e la piazzola diventa un tutt’uno con il locale.
Mentre si sorseggia, si conversa e ci si guarda complici. La consumazione regolare è da cinque euro, in bicchiere di vetro. La musica di sottofondo è inizialmente tenuta a un volume che permette conversazioni comprensibili, verso la mezzanotte sale di tono e se non si vuole ballare si può stare all’aperto. L’aria è fresca, perché attorno ci sono gli alberi e la musica è assoluta. Niente di commercialmente sfacciato, si ascoltano solo brani ben miscelati, con degli elevati battiti per minuto che attraversano ogni epoca e genere. Il luogo si riempie piano di persone che arrivano da ogni direzione, tutte sfacciatamente belle, è la musica che le rende così belle, è il locale con i suoi colori, sapori e luci, ma anche tutto quel profondo amore che le fa muovere e amalgamare così bene. L’aria è densa di sogni e di profumi, i corpi si muovono senza distinzioni di razza, lingua, religione, orientamento politico. Vorrei che tutto questo non finisse mai.
Plan B “She Said“
Ardecore senza compromessi
Ieri sera, concerto dal vivo in un teatro della periferia torinese. Sono andato ad ascoltare gli “Ardecore”, un gruppo di musicisti folk romani che ho conosciuto nel 2005 per una fortunata casualità. Il concerto è stato molto bello e coinvolgente, un’operazione storica e culturale che restituisce un nuovo vigore alla musica della tradizione popolare romana. Gli “Ardecore” cantano soprattutto in dialetto, ma anche in italiano, e ci mettono cuore e passione nella musica. E’ una sensazione che si percepisce, che arriva diretta e prorompente all’ascoltatore. Cantano di carcere, coltelli, puttane, tradimenti, amore e trasportano l’ascoltatore in una realtà ancora attuale, dove però i sentimenti sono netti, tutti bianchi o tutti neri, senza mezze misure, senza compromessi.
Wikipedia it.wikipedia.org/wiki/ardecore
MySpace www.myspace.com/ardecore
Sito ufficiale www.ardecore.com
Vinile
Nel video, “Don’t stop me now” dei Queen. Li ascolto molto in questi giorni, sono particolarmente autunnali, il 21 novembre ricorre il diciottesimo anniversario della morte di Freddie Mercury, cantante e leader dei Queen.
Storie magnetiche
Questa mattina apro la scatola che sta in cima all’armadio, per vedere che cosa c’era dentro e saltano fuori alcune musicassette.
Quei supporti antichi di plastica con all’interno un paio di rotelle e un nastro magnetico su cui si registrava la musica. Le ho guardate un po’ e le ho girate, avevano un lato A e un lato B e ci stavano circa sei o sette canzoni per lato, dipendeva dalla lunghezza e dalla capacità della cassetta. Se ne trovavano da 45′ da 60′ e 90′ minuti. Ogni tanto, a forza di ascoltarle, qualcuna buttava fuori il nastro e il mangiacassette si rifiutava di continuare a farla suonare. A quel punto erano dolori. Non restava che farsi coraggio, aprire lo sportello del mangiacassette e farla uscire con estrema cautela. Quando il nastro rimaneva impigliato negli ingranaggi lo si liberava e poi, aiutandosi con una matita o con le dita, si facevano girare le rotelle in senso inverso fino a riportarlo tutto nuovamente all’interno. La maggior parte delle volte, se non lo si era stropicciato troppo e lo si era riportato nella sua sede originaria con attenzione, tutto tornava a funzionare e a dare ancora grandi soddisfazioni alle orecchie.
Così, ripensando a queste storie magnetiche d’altri tempi, mi è tornata la voglia di cassettina e ho scelto un po’ di musica da mettere nella borsa delle vacanze. Non sono gli ultimi successi da hit parade e nemmeno quei pezzi sempreverdi che riempiono le piste da ballo, solo qualche suono che porterò con me in valigia.
LATO A
Coco Rosie – Terrible angels
Herbie Hancock – Cantaloupe island
Daniele Silvestri – Cohiba
Stereo Total – Babystrich
Skin – Just let the sun
The Cure – Boys don’t cry
AC/DC – Thunderstruck
LATO B
X – Suck suck
Cassius – Toop Toop
Empire of the sun – Walking on a dream
Pino Daniele – Musica musica
Riccardo Cocciante – Celeste nostalgia
PJ Harvey – The devil
Muse – New born
Non moriremo
La musica è fondamentale. E’ il carburante che fa muovere le braccia, le gambe, vibrare la pelle, è la linfa che sprigiona i pensieri e fa battere forte il cuore. Fa sudare in pista da ballo e amare più forte, vivere pienamente questa nostra piccola vita di dolori e di meraviglie, scoprire il mondo alla stregua dei grandi conquistatori, il giorno e la notte, per desiderarne ancora e ancora e ancora.
Tributo a Yma Sumac
Il primo novembre 2008 è scomparsa Yma Sumac, una delle più importanti esponenti della musica esotica internazionale. La cantante peruviana, soprannominata l’usignolo delle Ande, era conosciuta per la sua eccezionale estensione vocale di quattro o cinque ottave. Intorno a lei in passato si sono formate molte voci e leggende sulla vera provenienza, sulle origini e anche sul nome, com’è naturale che accada quando si è in presenza di grandi figure carismatiche che hanno contribuito in modo eccezionale all’aggiunta di un tassello importante nella storia della musica di tutti i tempi.
Yma Sumac, “Gopher Mambo“
CocoRosie
Nella musica non ho mai avuto riferimenti certi, classica, folk, indie, metal, rock, pop, jazz, potrei riassumere la mia esperienza musicale in una frase: “Ascolto di tutto purchè mi piaccia”.
Per una combinazione di tasti e di ricerche incrociate sono arrivato ad ascoltare la musica delle due sorelline americane Bianca Leilani Casady detta “Coco” e Sierra Rose Casady detta “Rosie”, le CocoRosie. Forse un po’ difficile ad un primo ascolto per la mescolanza di suoni e rumori, intonature e vocalizzi, strumenti classici e non strumenti, luoghi e dimensioni, certamente particolare e tagliente, come una lama lucidata sul velluto dalle mani di una bambina.
Nel 2007 hanno pubblicato “The Adventures of Ghosthorse and Stillborn”, il loro quarto album, forse il più commerciale, dopo Noah’s Ark del 2005, “La Maison de Mon Rêve” e “Beautiful Boyz” del 2004. Qui in Italia non le ho mai ascoltate, alla radio non si sentono. Probabilmente le sonorità non sono facili, questo è vero, ma è anche vero che è sempre più difficile per i piccoli pesciolini, tanto più se di sesso femminile, farsi spazio tra i grossi squali col pisello che detengono il potere musicale nel nostro Paese.
Usa le dita per cercare nei motori di ricerca, perchè imbattersi in qualcosa di buono non è un sogno impossibile. Segui i tuoi gusti, fidati delle tue intuizioni e non fermarti davanti al primo canale televisivo che trasmette musica o al primo dj in radio che promuove dischi perchè lo hanno pagato per farlo.
Coco Rosie “God has a voice”
Altre info sulle CocoRosie
http://www.cocorosieland.com/ (il sito ufficiale)
http://it.wikipedia.org/wiki/CocoRosie
http://www.myspace.com/cocorosie
Piesse: “Good Friday” nell’album “La Maison De Mon Rêve” è la mia preferita.
Devo inventarmi qualcosa
Peccato che la musica non si possa mangiare, mi piace tanto.
Alta Fedeltà: I Don’t Know What I’m Doing di Brad Sucks
Tieniti forte e alza il volume che a pompare le casse del tuo stereo, o gli auricolari del tuo iPod, ci pensa Brad Sucks con il suo “I Don’t Know What I’m Doing”. Poprock come definizione è un po’ vaga, personalmente l’ho collocato tra gli albums di Beck, dei Blonde Redhead, degli Eels e dei Goldfrapp.
Nome: Brad Sucks
Titolo: I Don’t Know What I’m Doing
Genere: PopRock
Provenienza: Ottawa, Canada
Sito internet: http://www.bradsucks.net/
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/
Tracce:
01 Making Me Nervous 2:39
02 Look and Feel Years Younger 4:40
03 Fixing My Brain 3:59
04 Bad Attraction 3:15
05 Sick as a Dog 3:16
06 Borderline 3:16
07 I Think I Started a Trend 3:06
08 Never Get Out 2:07
09 Overreacting 3:34
10 Dirtbag 3:52
11 Time to Take out the Trash 2:51
12 Work out Fine 4:12


Commenti recenti