Limiti di forza
Mi metto nella condizione di non poter vedere, immagino di poter ascoltare e di saper ascoltare. Poi mi chiedo se la percezione di alcune situazioni che viviamo quotidianamente, situazioni che comprendono persone, animali e cose, sarebbero le stesse. E la risposta che mi riesco a dare è no, non sarebbero le stesse. I sette sensi pongono dei limiti alla nostra capacità conoscitiva, dei limiti nel momento in cui formano in noi pregiudizi.
Per conoscerti meglio certe volte non ti dovrei vedere.
Sam and Dave “Hold on I’m coming“
Per conoscerti meglio certe volte non ti dovrei vedere… sembra perfetto per i tempi dei social network. O no?
ma non erano 5 i sensi? o me sto a confonne cor magnum?
Si Alligatore, pensavo al nostro tempo infatti, siamo fortunati a non vederci sempre :-)
Ecarta, i sensi più famosi sono in effetti cinque, ma ce ne sono altri due, la propriocezione e l’apparato dell’equilibrio, che fanno anch’essi parte degli organi di senso. È tutto un magnum magnum…
“Non occorre vedere per guardare lontano”, lessi un paio di anni all’Istituto ciechi di Milano.
Ti consiglio di andare e di misurarti con “Dialogo nel buio” per scoprire che il senso della vista è solo una piccolissima percentuale delle nostre infinite -e spesso sconosciute- capacità.
Facebook e altre tragedie, meglio la vecchia cara lontananza, quando occorre :)
Grazie per il consiglio Lola, ho messo il titolo nella lista dei prossimi libri da leggere.
Dotty, i social network fanno perdere il gusto di stringersi le mani, raffreddano il reale e riscaldano il virtuale. Bisogna avere più “amici” degli altri nel profilo per poterli osteggiare.
ma non è un libro.
E’ un percorso di circa 1h organizzato dall’Istituto ciechi di Milano… nel buio più completo.
Da non perdere
:)
ps. a proposito di percezioni sensoriali… ci sarai a Bra per Cheese di Slow Food?
Ci penso spesso anche io. Devo assolutamente venire ad annusarvi.