Volatilità
Sconsiglio di leggere ciò che segue se ti ritieni facilmente suggestionabile e impressionabile, il testo contiene atti di carnivorismo come introduzione a una composizione in versi.
Questa notte si è lentamente riempita di animali, con le ali. Pochi per volta. Prima quelli di taglio piccolo come le mosche, i coleotteri, le api e poi via via che passava il tempo più grandi. Anche fenicotteri, trogoni, corvi nerissimi e una fenice che non è risorta. I primi sono riuscito a mangiarli. Mi sono messo in ginocchio al centro e li ho aspettati. Li ho schiacciati, ne ho tirato fuori la polpa e me la sono succhiata. Zampe e piume che mi uscivan dalla bocca e lacrime rosse sulle labbra. Sul corpo, sulle mani, sulle gambe e dappertutto intorno solo animali con le ali. Continuavano ad avvicinarsi in fitti stormi, trafitti e attratti dall’odore dolce del corpo in attesa. Pieno dappertutto, non c’era più spazio, nemmeno per pensare.
Sangue dei miei pensieri
guardi la morte stringerti
senza farne a meno.
Ripudi e attrazioni
intreccio di passato e futuro
nell’attimo in cui si tocca, si perde.
soggetto verbo complemento?
Complimento.
se non è risorta, non era una fenice.
Tutti questi uccelli mi inquietano
(e non aggiungo altro…)
Luce, ho deciso che qui non risorge nessuno, neanche la fenice.
Aquestionoftime, non facciamo dello spirito che girano già voci incontrollate.
capisco. No, anzi, non capisco. Ma tanto è uguale.
Luce, è un racconto.
maddai??
Si, nel senso che decido io chi può o non può risorgere. E la fenice qui muore.
stiamo diventando ripetitivi. No, tu di più. :)