Sulla scia di vicinato

Non racconto dei miei vicini perché non fanno mai nulla di eclatante, non conducono vite sopra le righe e non si comportano in modo anormale. A parte ogni tanto, un po’ come capita a tutti, quando si congregano per seppellire gente indossando cappucci sulla testa o altre cose simpatiche di questo tipo.

Il mio vicino di casa, ad esempio, ha una cosa che lo caratterizza. Ci tiene ad apparire con la donna, ma da un po’ di mattine ci tiene molto più del solito. Lascia una scia persistente di profumo da uomo, di quello sul genere che non deve chiedere mai oppure più grezzo, della serie omo vero ha da puzzà e donna vera ha da stà sotto. Probabilmente si è comprato una damigiana di acqua di colonia in qualche autogrill, non so, sta di fatto che per una mezz’ora quell’odore forte resta anche nei muri.

Sta mattina sono uscito con quel profumo forte nel naso, andato in edicola, fatto la fila in posta, comperato la focaccina, mangiato la focaccina, tornato e ancora le pareti dell’androne erano intrise del suo charme. Probabilmente quando si struscia con la donna la impregna di quell’odore di acqua di colonia marca macho peloso e gli funziona come il territorial pissing degli animali, perché nessuno a quel punto osa più avvicinarsi alla povera ragazza, le crea una specie di gabbia trasparente che la rende inattaccabile da qualunque versante.

6 risposte a Sulla scia di vicinato

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