L’urlo strozzato
Quando mi muovo a piedi mi capita spesso di imbattermi in persone che parlano al cellulare e che raramente sostengono conversazioni discrete e silenziose. Si guardano intorno, bramano in cerca di qualcuno che li osservi e intanto parlano forte, così forte che il telefono diventa superfluo.
Quello che agitano in bocca non è un microfono da palcoscenico, non sono davanti a un pubblico che li ascolta, è un semplice telefono. Sembra che provino un forte piacere in quell’autoesaltazione di sé e di ciò che stanno dicendo, usano toni da dichiarazione d’indipendenza per argomentare insignificanti cronache di vita personale.
Non è rimasto nulla a questi disgraziati, se non il bisogno represso di sentirsi e di farsi sentire. Urlano per non morire e in quei toni così alti è racchiusa tutta la loro necessità di comunicare, di far ascoltare le tante voci spente da una cultura mediatica di miseria intellettuale.

pensa come sono ridotta: a me sembrano dei poveracci.
una volta avrei vomitato fiumi di bile.
l’acidità mi ha sciolto dentro
Beh, ma sono dei miserabili infatti.
ma non riesco più a incazzarmi.
sono malata
Prova con un poco di latte caldo, miele e grappa di ginepro, vedrai che passa tutto.
È un toccasana quando si sta male :-)
Non sottovalutare il fattore sordità.
Che, ovviamente, funziona solo come pallida attenuante.
Non sottovaluto nulla, ma che io sappia i non udenti non parlano al telefono, comunicano con gli sms.
epidemia di horror vacui
Voci spente e orecchie ovattate. Quando sono incazzata lo faccio anch’io: sbandierare dichiarazione di indipendenza ridicole e completamente inutili. Quelle che funzionano sono vocalizzate con toni pacati e voce bassa.
certa gente pensa di avere una vita interessantisssssima che è un peccato non condividere certe glorie personali anche con gli sconosciuti che ti stanno intorno
soprattutto quando sei in treno
Mafalda, come ho potuto dimenticare il treno. Quello è uno dei ricettacoli della malaeducazione.
Ma tu pensa… Un’oretta fa su un autobus con me c’era un tizio che faceva esattamente tutte quelle robe lì che descrivi tu, ma senza telefono! Più onesto, direi.
Assolutamente si o più semplicemente si è trattato di un maleducato ipoteconologico.
I non udenti. Gli ipoudenti no.
Ma era solo così, per voler trovare il pelo nell’uovo, eh?
detesto chi parla al telefono in pubblico.
io sono praticamente una non-udente per necessità.
Silas, l’ho immaginato, solo che io sono ancora più cacaspilli di te :-)
Chiara, cosa intendi con “non-udente per necessità”?