Testa di legno
“Sai, ho sbagliato a mettere il carburante nella macchina e ora non parte più”.
Ho insistito tanto, ma tu niente. Cocciuto come non ce ne sono uguali. “Lascia perdere, non star lì a fare il pieno. Ti ringrazio per il pensiero, sei gentile, ma ora la macchina mi serve. Se proprio vuoi, ti puoi sdebitare in altro modo. Passi una sera da me e ci beviamo una bottiglia in terrazzo”. “Ma no, ma no, ma no. Ora scendo e ti faccio il pieno”. “Lascia stare, davvero. Va be ne così, non devi sentirti in debito con me”. Poi più niente, è sceso il silenzio. Allora ho pesato: “Avrà capito, si è rassegnato”. E invece no. È sempre stato cocciuto, cocciuto come un mulo. Me lo sentivo, c’era qualcosa nell’aria che mi diceva: “Non dargli le chiavi, non dargliele”. E invece niente. Te le sei prese, messe in tasca e te ne sei andato a fare quell’ultimo pieno di carburante sbagliato.
Maledetto. Che possa ricadere su di te l’anatema degli ottani e dei galloni.
e l’anatema prevede che gli si aprano altri sette buchi e gli cresca la cresta da gallo? che non è il massimo ma può avere i suoi lati positivi.. :))
UAU!
roba grossa e rischiosa! ed ora?
e la macchina? e la bottiglia in terrazzo?
si cercano aggiornamenti!
Luce, non so. L’anatema prevede una morte dopo lunghe e atroci sofferenze.
Tae Uben, la macchina è in riparazione e la bottiglia gliel’ho rotta sulla testa.
Bene! allora sembra tutto al posto giusto! ;-P