Incontri ravvicinati

“No, dopo le otto di sera io non ci vado”.
Non ci vado per questioni di principio, che poi a volerla tradurre significa per regole non scritte, più che altro pippe, derivate al cinquanta per cento dall’esperienza e al cinquanta per cento dal caso. Come tutto nella vita. E poi non ci vado perché dopo le otto di sera si incontrano animali di grossa taglia poco simpatici. Uno tra tutti, il cinghiale.

Il cinghiale non mi è simpatico e basta. Lo vedo da come si muove, quello non c’è con la testa. Sta fuori. Non prende una direzione, non ha una meta. Si muove a scatti, frenetico, sembra il protagonista di un videogioco degli anni ottanta riuscito male. Sarà anche buono di carattere, questo non lo metto in dubbio, ma quelle due volte che mi è capitato di incontrarlo mi sono fermato e ho preso le distanze.

Non ti puoi fidare di uno che si muove così, sarebbe capace di tutto. Non ha fluidità mentale, gli manca il ritmo, il senso di ciò che sta facendo. Una spiegazione che mi sono dato per giustificare quei movimenti è stata che il cinghiale indossa l’ultimo modello d’iPod e quelli non sono altro che dei passi di danza da Disco Music riusciti male. Hai mai provato a chiuderti le orecchie mentre sei al centro di una pista da ballo e osservare chi si muove e come si muove? Ecco, mi sembra di vedere la stessa cosa.

Se stasera esco porto la doppietta, non mi piace chi balla male la Disco Music.

11 risposte a Incontri ravvicinati

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