Cito a memoria

Certe volte mi sembra di leggere le pagine scritte da un Altro. Mi capita sopratutto negli appunti più vecchi, quelli che “no questo no, non l’ho mica scritto io”. Quando vado in dietro nel tempo e sfoglio i pensieri di qualche anno fa oppure se pigio sul link del “Tirato su a caso” che sta qui nella colonna destra della pagina, a sinistra se giri le spalle al monitor e usi scrivere con la tastiera dietro la schiena, ecco… quando vado in dietro e leggo certe cose, non solo non mi sembra di averle scritte, ma non mi sembra neanche di averle pensate.

Volendo, si potrebbe anche fare un’analisi del meccanismo che sta dietro a questo effetto del ricordo non ricordo, della selettività della memoria, va bene, ma non mi interessa più di tanto. È un fatto: non ho memoria per le cose accadute e raccontate o ne ho davvero molto poca. Come dice il Fausto, quello della montagna, “te ti ricordi solo le cose stupide mentre ti dimentichi quelle importanti”.

Va bene, ha anche un certo grado di verità l’affermazione. In effetti, dire che non mi ricordo di nulla non è del tutto vero: le cose stupide non me le dimentico, ad esempio. Le cose che non meritano di essere ricordate me le ricordo anche nei dettagli. Provo a togliermele dalla testa, ma niente, restano lì, indelebili come i buchi nella roccia.

Ora provo a scriverne una, così per capirci. Questa stava nella ghost track della prima versione su vinile del singolo di “Born to be Abramo”, una canzone pop-demenziale del gruppo milanese Elio e le storie tese. La voce era di Rocco Tanica. Cito a memoria, naturalmente.

“Allora ragazzi ricordo che per la castagnata in Val Filzetta le iscrizioni si portano a Don Egidio giu’ in parrocchia. Ricordo ai soliti furbini che niente messa niente castagnata, e vorrei essere stato chiaro. […] Tra l’altro e’ inutile che facciamo le prove del coro il sabato sera se poi la domenica a cantare siamo i soliti, scusate la parola, mammalucchi. […] E anche un’ultima cosa : le signorine che si presentano in oratorio a 13-14 anni pittate come delle sciantose, sappiano che questo non è né il luogo né l’occasione per dedicarsi a certe attività, perché siamo qui per crescere, per diventare persone adulte, per fare comunità e per farci l’uno prossimo dell’altro e noi sappiamo che i giovani sono…”

Ho reso l’idea? È chiaro il concetto? Non sono una persona da frequentare.

22 risposte a Cito a memoria

  • simple scrive:

    Allora tante belle cose, eh!
    :P

  • simple scrive:

    (e un applauso alla colonna sonora)

  • m scrive:

    Sono un ottimo sostenitore di me stesso, se posso darmi una ginocchiata nello stomaco lo faccio.

  • Laura scrive:

    Dissento sull’ultima che hai detto!

    (la memoria ha un modo affascinante e strano di restituirci la realtà vissuta…)

  • mafalda scrive:

    senza esagerare, questa canzone per me è meravigliosa

  • a' nonimo scrive:

    Come alibi, non è male. Qualcuno potrebbe crederci. A proposito, ma tu chi sei?

  • metropoleggendo scrive:

    ciao ti ricordi di me? se sì allora è proprio vero che ti ricordi solo le cretinate

  • m scrive:

    Laura, la memoria altera inevitabilmente il passato e compie selezioni.

    Mafalda, questa canzone ha nella sua demenzialità gli argomenti del genio.

    A’nonimo, io sono anche ciò che scrivo. Tu lo sai chi sei? Perchè io lo so :-)

    Metropoleggendo, sinceramente non mi ricordo di te. Dove ci siamo letti? (Non potevo farti complimento migliore)

  • tu fai confusione tra ricordo e memoria! Bachtin? Bachtiiiiiiiiiiiiiii? Dove seiiiiii?

  • m scrive:

    La due cose sono strettamente correlate, senza memoria non c’è ricordo e ogni giorno è un nuovo giorno.

  • no no no!
    La memoria è un atto volontario, l’atto di archiviare e quello di tirare fuori dall’archivio. Come un computer.
    Il ricordo, ah! Il ricordo è involontario e inutile e improduttivo, ti salta addosso all’improvviso o, viceversa, si rifiuta di entrare in gioco di fronte all’evidenza. Ed è il ricordo, non la memoria, che ci rende umani.
    Esperienza piccola, esperienza grande.

  • m scrive:

    Diciamo che ho dei problemi di codifica, immagazzinamento e richiamo.
    Tu vuoi dare un significato alto al ricordo, ma il ricordo non è altro che l’operazione di richiamo delle informazioni immagazzinate dopo la codifica. Condivido il fatto che il ricordo possa anche arrivare per conto suo, quando meno ce lo aspettiamo, in questo caso parlerei di ricordo involontario, ma sono anche stimolabili con la memoria.

  • confondi ricordo e memoria. la memoria è l’operazione di archivio E anche quella di richiamo.
    Il ricordo è altro. E’ sentire un odore e piangere. E’ leggere una tua pagina e pensare che non lo sia.

    Il fatto che siano legati è puramente casuale e anche poco interessante, filosoficamente parlando.

    bacio

  • m scrive:

    Sarà, ma non ne sono così convinto. La sequenza completa del tuo esempio è questa:
    senti un odore, si attiva il ricordo involontario, associ un evento, piangi.

  • oppure il ricordo ti viene in mente e basta, senza che niente dall’esterno l’abbia sollecitato.
    La memoria invece è: quando è morto napoleone? apri cassetto della memoria, trova data, chiudi. Meccanico.
    Se poi a te viene in mente la data della morte di Napoleone così, all’improvviso, non so. mah, forse ha ragione la simple.
    oh, tieni conto che per ignoranza escludo da questo ragionamento ogni componente neurobiologica o quelle robe lì.
    Mi ispiro, malamente, ad un saggio di filosofia della mente di Tagliagambe, di cui non ho memoria del titolo.

    son solo opinioni, eh. :)

  • m scrive:

    L’alternativa è l’induzione alla memoria.
    Senti un odore, ti meno, piangi :-)

  • patè d'animo scrive:

    Lei crea dissenso comunque. Perchè ricordandosi di qualcosa, la rende stupida e non ricordando, la considera importante ma tanto non se la ricorda..
    Infrequentabile.
    Boh, ci si vede stasera, allora? ;)

  • m scrive:

    Dissento, non sono aprioristicamente contro ogni cosa.

  • Ho trovato la soluzione al tuo problema.
    Potresti usare una Delorean, modificarla insieme con il Dott. Emmet Brown e decidere di girare il remake di “Ritorno al futuro” oppure usare la macchina del tempo per tornare indietro e modificare i tuoi vecchi post.
    Non ringraziarmi del consiglio, te l’ho dato con piacere…
    Spero possa esserti utile!

  • m scrive:

    È un bel pensiero, grazie.

  • mafalda scrive:

    io ricordo a memoria la targhetta dell’ascensore di dove abitavo da bambina:

    ENPI Ente Nazionale per la Prevenzione degli Infortuni
    ascensore otis
    categoria: A
    impianto numero 54NE5349
    matricola 1100
    portata persone nr 4
    chikogrammi 320
    è vietato l’uso dell’ascensore ai minori di anni dodici non accompagnati

    E’ GRAVE?

  • m scrive:

    E lo domandi a me? Non è affatto grave, è sanissimo.

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