Dove andiamo a ballare?
Non vado molto in giro per locali, anche perché quelli che piacciono a me si possono contare sulla punta delle dita di una mano. Voglio dire, non sono uno che non esce mai la sera e non si diverte, però preferisco andare alle feste a casa di amici, dove terrazzi, cortili, giardini e case si riempiono di musica, di colori e di volti più o meno conosciuti. L’altra sera sono stato in uno di quei cinque luoghi che stanno sulla punta delle dita di una mano, la mia. Proverò a raccontarti, senza fare pubblicità al locale e alla sua collocazione geografica, altrimenti si sparge la voce, si riempie di persone, si sgomita per ballare e va a finire che non mi piace più.
Fino ad una certa ora fanno cucina, nella saletta piccola con la grande vetrata che si affaccia sugli alberi. Pesci e altri cibi, buon vino, dolci e ogni delizia per il palato. Una cucina semplice, ma molto curata. Finito di cenare le persone si alzano, qualcuno passa al bar, qualcuno si siede sui divanetti a conversare, qualcuno esce. Il lato della pista dove si balla viene aperto verso la piccola strada e la piazzola diventa un tutt’uno con il locale.
Mentre si sorseggia, si conversa e ci si guarda complici. La consumazione regolare è da cinque euro, in bicchiere di vetro. La musica di sottofondo è inizialmente tenuta a un volume che permette conversazioni comprensibili, verso la mezzanotte sale di tono e se non si vuole ballare si può stare all’aperto. L’aria è fresca, perché attorno ci sono gli alberi e la musica è assoluta. Niente di commercialmente sfacciato, si ascoltano solo brani ben miscelati, con degli elevati battiti per minuto che attraversano ogni epoca e genere. Il luogo si riempie piano di persone che arrivano da ogni direzione, tutte sfacciatamente belle, è la musica che le rende così belle, è il locale con i suoi colori, sapori e luci, ma anche tutto quel profondo amore che le fa muovere e amalgamare così bene. L’aria è densa di sogni e di profumi, i corpi si muovono senza distinzioni di razza, lingua, religione, orientamento politico. Vorrei che tutto questo non finisse mai.
Plan B “She Said“
da come l’hai descritto mi pare ideale. età media? si tira su bene? e dov’è???
egoista, perché tenerlo tutto per te questo posto?
San Vittore o Regina Coeli??
:-)
perché non riesco a capire di che locale si tratta? gli alberi…? mh, i locali con vetrata a portata di albero non sono molti. dettagliare please!
Elena, dov’è non si dice. Età media, direi sui trenta e a volerlo si tira su molto bene.
Metropoleggiando, l’ho spiegato nella premessa.
Canemacchina, ci sei andato vicino come la distanza che c’è tra la terra e il sole.
Mich, sei fuori strada, non è qui.
m, troppo giovani. che due coglioni.
Forse anche trentacinque, ho sbagliato a dire la media. È presente un range di frequentatori che va dai venticinque ai quarantacinque anni circa.
allora si può fare. sputa l’indirizzo
Non se ne parla.
L’altruismo è il rimorso dell’egoismo.
Meglio rimorsi che rimpianti…per cui condividi con noi il tuo “tesoro”…
Non sono egoista, è una questione di sopravvivenza.
Se ci porti bendati, uno per volta, il tuo segreto è al sicuro.. ;)
Però, se fossi in te, non mi fiderei!!
Appunto.
mmm, mi ricorda un posto che sta qui. secondo me bari. :-P
Esistono posti così?!
Ed io che credevo di aver visto tutto! :)
Manu, non si tratta di un locale a Bari, sei fuori strada.
Seven, anch’io credevo di aver visto tutto fino a quando non l’ho trovato e me ne sono innamorato. Se fossi un luogo, sarei quel luogo.
Dovrò venirci prima o poi a Torino… :P
Si, ma il locale non è a Torino.
:-D
mannaggia a te! :-)
allora dov’è sto locale? giuro che non ci metto piede….ho paura che sia fuori mano…e poi mi rimbalzerebbero all’entrata temo…:)
In effetti è un po’ fuori mano, è situato tra la terra e il cielo.