Sto bene senza tv
Quelle volte che insieme al Fausto ci troviamo giù al bar della piazzetta e mettono il canale del telegiornale ci sale sempre la carogna.
L’altro pomeriggio sono passato dalla cantina per fare un piccolo regalo da spedire ad un amico che vive lontano. Apro la porta, fuori pioveva ed entro, asciugandomi un poco le scarpe sul tappeto che stava sull’uscio. “Buona sera”.
In cantina sento subito un buon profumo di mosto e più in là, anche un’attraente fragranza di formaggi stagionati e freschi. Se ne stanno lì a provocare, appoggiati sul banco di legno degli assaggi. Li guardo, mi guardano, vi manca solo la parola. Stanno inequivocabilmente cercando di distogliere la mia attenzione dal motivo per cui sono entrato. Un ultimo sguardo complice, resisto con forza e mi dirigo verso il bancone.
“Stavo cercando un cavatappi di quelli professionali, tipo quello che ho comprato qui da voi tre anni fa. Trattate ancora l’articolo?” “Si, anche gli avverbi e le congiunzioni. Mi segua che le mostro i due modelli che abbiamo”. Seguo lo spiritoso. “Questo è più lavorato e massiccio, senta com’è pesante. Questo invece è quello che ci chiedono i ragazzi del corso per sommelier organizzato in Provincia”. “È per un regalo”.
Li guardo e li giro, li peso sulla mano. Sono belli entrambi, si aprono agevolmente, sono ergonomici, ma quello più pesante mi dà anche l’idea di essere più robusto e duraturo dell’altro. “Ho scelto, prendo questo”. “Bene, glielo incarto. Ha saputo che il Ministro dello Sviluppo Economico si è dimesso?” “No”.
Ecco, fino ad ora stavi andando bene. Guarda, il pacchetto è venuto una meraviglia, ma mi dovevi tirare in ballo la politica oggi? A me, che la televisione neanche la guardo per principio. A me, che della vita di quei 630 Deputati e di quei 315 Senatori non me ne importa un emerito nulla. Allora mi vuoi davvero male, ce l’hai con me. Dimmelo. Dimmelo chiaramente che mi vuoi fare salire la carogna e vuoi che ti pesti duro.
Mi sposto silenziosamente verso la zona dei formaggi, altrimenti gli avrei sfondato il bancone con un pugno. “Devono essere deliziosi, posso assaggiarli?” “Certo, sono lì apposta”. “Grazie. Questo è buonissimo, dolce che si scioglie in bocca. Una vera delizia per il palato”. Tlin! Sento il suono dello sportello della cassa che si apre e mi riporta alla realtà. “Fanno trentotto euro”. Pago. “Buona sera”. Esco.
alla faccia del cavatappi!
a proposito, ehi ma lo sai che scajola si è dimesso?
Ti strappo via la lingua con le tenaglie senza sterilizzarle.
beh potresti almeno usare il cavatappi nuovo per cavarmi la lingua.
l’interim l’hanno dato a berlusconi sai?
Il cavatappi era un regalo, non era per me. Altrimenti a quest’ora stavi senza incisivi.
ecco perché il cavatappi costava come una seduta dentistica…
Schh…invece di tirar dietro ai politici statuine del duomo, si potrebbe optare per i cavatappi.Sai che sei un genio?
Certo che uscire da una cantina senza una bottiglia di vino è una vera eresia
Ero entrato per il regalo, però ora che ci penso hai ragione.
Oh, manina, ma lo sapevi che Scajola s’è dimesso? E che a volte capita che ti paghino una casa e non sai chi sia il fautore? Eh? Lo sapevi, manina? :)
Ti dò un giro di corda e ti appendo per i piedi, piantala!
Per 38 euro, io avrei preteso almeno mezza toma.. ecchediamine!!
Ho dei lettori veramente rompiscatole.
che razza di cavatappi hai preso per quella cifra?
ero quello di Napoleone?
stasera portalo al Rossini che lo voglio proprio vedere ;-)
Non l’ho più, era per un regalo e come tale l’ho regalato.
Non mi pare che ci fossero intarsiate le iniziali NB…