Nel secondo caso, sono fottuto

Stamani mi sono svegliato con un urlo acuto. “Un buon inizio”, ho pensato. Il fatto è che quell’urlo l’ho fatto e udito solo io. Come se i pensieri nella mia testa si fossero messi ad urlare tutti assieme per un attimo, ma in silenzio. È una sensazione difficile da descrivere: è come sentire senza sentire o parlare senza parlare, in questo caso urlare. La sensazione era netta ed era quella di averlo fatto, in tutto e per tutto. Avevo anche quel temporaneo abbassamento di voce che ti può accadere dopo che hai urlato con tutto il fiato che hai in gola. “Si”, mi dico, “gli effetti del dopo ci sono tutti”. Ho urlato e ho urlato anche forte, ma nessuno si è accorto di nulla. Anche dopo aver chiesto ai vicini, incontrati sulle scale qualche ora dopo, quelli che battono con la scopa sul soffitto quando mi cade solo una matita sul pavimento, per dire, anche loro non avevano udito nulla. Dunque l’urlo tecnicamente non c’è stato, però l’ho fatto. La domanda da porsi a questo punto è: esiste solo ciò che sentiamo e vediamo ed è in qualche modo condivisibile in un preciso istante e con qualcuno o può esistere anche ciò che non è condivisibile perché non ha un tempo, uno spazio e lo sentiamo solo noi? Forse il termine esistere andrebbe ripensato.

14 risposte a Nel secondo caso, sono fottuto

  • canemacchina scrive:

    stai diventando un medium
    ecco

  • m scrive:

    In medium stat virtus.

  • Raffaela scrive:

    meglio ancora una di quelle voci… ora ho capito da dove vengono… sei tu che le produci!!!

  • m scrive:

    Direi che più che produrre riproduco, mi accade l’inconsueto.

  • raffaela scrive:

    sei sicuro che sia inconsueto?…erano ultrasuoni!

  • Il 14 settembre 2006 è stata la Giornata Mondiale degli Uditori di voci , persone che sperimentano allucinazioni uditive, ma non hanno altri segni di malattia mentale né alcun bisogno di aiuto psichiatrico.
    Benché questo strano fenomeno percettivo sia considerato tradizionalmente “un sintomo”, diversi studi hanno appurato che circa il 4% della popolazione generale, composta dunque da individui sani, sente regolarmente le voci.
    Molti di essi la descrivono e la vivono come un’esperienza positiva che influenza le loro vite, li conforta o li ispira nella propria quotidianità.
    Proprio per affrancare questa esperienza dall’alveo della malattia mentale è nato il Movimento Uditori di voci , guidato dalla psichiatra Marius Romme, autrice del libro “Accettare le voci – le allucinazioni auditive: capirle e conviverci -”, scritto con la giornalista Sandra Escher (ed. it. Giuffré Milano 1997) e di cui potete leggere in lingua italiana il capitolo 5 o un’accurata recensione .

    C’è da preoccuparsi…?
    Non credo proprio…

  • m scrive:

    Fico! Ed è proprio come hai scritto, fanno sentire felicemente ispirati. Ora devo solo capire se c’è un raduno anche per allucinazioni visive e per quelle tattili…

  • patè d'animo scrive:

    (((ma se metto le parentesi, mi senti e mi leggi, Mr Futura?..)))
    :)

  • biondatinta scrive:

    …ma non è che hai solo sognato????

  • m scrive:

    Forse è meglio se rispondo Si.

  • Calzino scrive:

    Manina, la filosofia non è nata a caso.
    Anche a me comunque è successa una cosa simile qualche anno fa: ero sul divano a sdormicchiare ed ero convinta di avere gli occhi aperti e aver visto determinate cose. Invece dormivo. Così mi è stato detto. Mah.

  • mafalda scrive:

    dopo aver visto il documentario su gustavo rol posso credere a tutto, giuro. Sto ancora provando a far arrivare il telecomando con la forza del pensiero…
    sicuramente siamo esseri molto limitati, se ne avessimo il tempo sono convinta che svilupperemmo sensi che non sappiamo nemmeno di avere

  • m scrive:

    Ah si Gustavo Rol, tra l’altro era qui delle mie parti.

  • Cristina scrive:

    Esiste anche quello che non vediamo; a proposito é capitato anche a me

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