Festa dei lavoratori, 1 Maggio 2010
Chi festeggia oggi? Esistono ancora i lavoratori?
Leggo cosa scrive l’ISTAT in un suo comunicato recente
“Nel 2009, nella classe di età 15-64 anni il tasso di occupazione – ovvero il rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15-64 anni – si attesta a livello nazionale al 57,5% (-1,2 punti percentuali su base annua). Si tratta di un valore inferiore di oltre sette punti percentuali rispetto alla media dell’Unione europea (64,6%).” Tratto da Rilevazione sulle forze lavoro – Media 2009, Istituto Nazionale di Statistica
sfoglio le notizie delle ultime 48 ore
Disoccupazione record all’8,8% , Il Sole 24 Ore
Oltre un milione di donne senza lavoro, tasso 10,2%, AGI
Lavoratori Telecom protestano contro nuovi licenziamenti, ANSA
L’incubo «mobilità» arriva in Veneto, Il Sole 24 Ore
Valle d’Aosta: aumentano disoccupazione, licenziamenti, mobilita’, ANSA
La mappa degli esuberi nelle aziende, Il Sole 24 Ore
Licenziati e sfrattati, sempre più italiani costretti a vivere in strada, Adnkronos
Crisi alla Cecconi di Ardea, FLAI proclama sciopero, AGI
Situazione precipita, necessari interventi, ASCA
e mi rendo conto che più che una festa quella di oggi è la ricorrenza di un lutto.
Nota: nell’immagine capovolta è rappresentato Il Quarto Stato, di Giuseppe Pellizza da Volpedo

:(
oggi…non bisogna di certo festeggiare…ma protestare! Mi vergogno un po’ a dir la verità di non essere in piazza…ma devo andare a lavoro!..quel lavoro dal misero stipendio, sottopagato ecc…non ho parole!
Mi vien da scrivere:
Per uno che muore tutto il mondo finisce, anche se va avanti…
Mi permetto, visto il mio grado di anzianità bloggereccia, di segnalarti che sarebbe buona norma osservare la Netiquette, l’insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente internet nel rapportarsi agli altri utenti. Una di queste norme, prevede che ai commenti si risponda direttamente nel proprio blog o, in alternativa, via e-mail. Se interessa, è possibile trovare maggiori informazioni sull’argomento leggendo Netiquette – Guida di Riferimento.
Per rispondere, direi che per uno che muore finisce il mondo di colui che muore e cambia per gli altri.
Ad onor di cronaca, conosco molto bene l’Etichetta, e ancor di più la Netiquette; il mio commento era per il TUO post, non per il tuo commento al MIO post.
Mi riferivo al fatto che oggi non è la festa dei Lavoratori, ma il loro LUTTO.
La morte dei loro diritti.
Ho frainteso e chiedo venia.
Proprio così, i diritti sono in agonia e il posto di lavoro non gode di ottima salute.
l’immagine è fortissima.
complimenti, hai racchiuso un problema enorme in un batter d’occhio! :)
I diritti dimenticati di chi si vede negare un diritto.
c’è molta confusione sull’argomento,
la disoccupazione cresce indiscutibilmente, ma non in tutti i settori
per esempio l’industria bellica non conosce crisi e gli stati senza troppo pubblicità investono ingenti risorse nel settore, un carrarmato rende più di una macchina
poi ci sono le aziende che fatturano, magari meno ma fatturano eccome ma non assumono e il lavoro ricade su quelli già stacarichi ai quali bloccano straordinari e nelle stesse aziende i dirigenti si dividono i lauti premi senza distribuire chi sta più in basso
oppure ci sono i lavori temporanei vergognosi, il lavoro a noleggio
oppure ci sono aziende che fanno fare le ferie ai lavoratori ma denunciano la cassa integrazione
oppure ci sono aziende che trasferiscono le attività all’estero per pagare meno contributi e tasse, per non pagare i costi per la sicurezza e l’ambiente
oppure ci sono gli sprechi statali e privati
oppure ci sono aziende che se non gli dai l’incentivo minacciano cassa integrazione
oltre a mancare il lavoro e la volontà di crearlo, manca la solidarietà tra lavoratori e imprese e chi ci guadagna è la malavita
i sindacati si sono spaccati e divisi e venduti, la comunità europea impone regole che non si possono evadere e l’economia si regge su speculazioni e norme a sfavore dei lavoratori e chi fa le norme?
i soliti parassiti…
Un pensiero a tutti i disoccupati è di rigore: a loro, che si sentono comunque lavoratori dentro. Davvero, a loro va tutto il mio sostegno, la mia solidarietà, il mio senso di schifo per questo periodo dimmmmmerda.
Gioia…
Secondo il questionario dell’Istat lavori se, “LA SCORSA SETTIMANA” Lei ha svolto almeno un’ora di lavoro? Consideri il lavoro da cui ha ricavato o ricaverà un guadagno o il lavoro non pagato solo se effettuato abitualmente presso la ditta di un familiare”.
Questa è la prima domanda del questionario Istat, scaricabile qui:
http://www.istat.it/strumenti/rispondenti/indagini/famiglia_societa/formazione_lavoro/
Almeno, a quel che ho capito. Mah.
Probabilmente chi governa lo Stato ritiene che un’ora di lavoro alla settimana sia sufficiente a mandare avanti una famiglia e a pagare tutte le spese. Mah.