Pensieri col rifrullo

Singhiozzo sommesso, piangevi.
A vederle lì sul tuo viso, parevano piccole gocce di rugiada nel mese di giugno. Ti ho stretta forte a me. Io lo credevo un abbraccio fraterno quello, tu mi hai infilato una decina di centimetri di lingua nella bocca e hai affondato, attaccando col rifrullo 1. Neanche alle medie una cosa del genere, per staccarti ho dovuto far leva coi piedi sullo stipite della porta. “Dai”, mi hai detto, “rimaniamo amici”. “D’accordo, per me va bene”.

  1. Per approfondire l’argomento, qui trovi una piccola selezione di baci possibili, lei lo chiama a “mulinello”, ma io preferisco chiamarlo “bacio col rifrullo”

14 risposte a Pensieri col rifrullo

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