La regola dei boschi

Penso che continuerò a salutare chi incontro e a spostarmi per fare passare le persone che camminano sul marciapiede quando hanno degli oggetti ingombranti tra le mani o semplicemente camminano in coppia. Continuerò a farlo, anche se chi incontro non sempre lo fa.

Amo il mare e mi piace andar per boschi, ma in entrambi i casi ho bisogno di pormi degli obiettivi. Devo avere qualcosa per cui valga la pena di nuotare per un miglio o che mi porti a camminare per otto ore di seguito. Sarei capace di nuotare da Manarola a Riomaggiore, circa un chilometro e trecento metri di bracciate a stile libero, ma solo per andare a mangiare pesce e bere Vermentino al ristorante la Lanterna. Sarei capace di andare a piedi da Cortina d’Ampezzo fino a Dobbiaco, circa sette ore di camminata, con lo zaino, gli scarponi e le calze di lana, solo per sentir parlare in dialetto austriaco qualche Signorina vestita in costume tradizionale pusterese mentre giro in bocca dei bicchierini di grappa al mirtillo e ammiro le Tre Cime di Lavaredo.

In montagna, la regola non scritta, è che quando ci si incontra in un bosco ci si saluta, più o meno la stessa cosa che accade tra i motociclisti sulla strada o i velisti in mare. In strada, in città, camminando lungo il marciapiede, adotto la stessa regola di cortesia e di buon comportamento. Saluto, mi scanso per far passare, ringrazio e cose di questo tipo. Mi sono accorto però, col passare del tempo, che non tutti adottano queste piccole regole di cortesia civile.

A questo punto mi chiedo, fino ad ora ti è andata bene perché hai incontrato uno come me che ti ha fatto sempre passare, che è stato gentile, ma se un giorno ti capita davanti uno alto, grosso come un armadio e anche un po’ cattivo che non ha la benchè minima intenzione di scansarsi per farti passare, tu, brutto stronzo di merda maleducato e incivile, ti girerai un pochino di lato e stringerai il tuo culo per farlo proseguire lungo il marciapiede che stai percorrendo?

11 Commenti a “La regola dei boschi”

  • Marta:

    non parlavamo esattamente della stessa IRA

  • m:

    Marta non si riferisce alla regola dei boschi.

  • pate d'animo:

    La gentilezza dovrebbe concedersi a tutti, al di là delle “dimensioni”.
    ..che in certi momenti però io vorrei trasformarmi in quello alto, grosso come un armadio e un po’ cattivo. Per strapazzare un po’ la visione della realtà.

  • …in barca ci si urla “acqua acqua acqua” ma non perché si è assetati :-D

  • Maddai lo sanno tutti che le persone grandi e grosse come un armadio sono dei bonaccioni.

    Fai che incontrino me che sono piccola e stronza.

    :D

  • m:

    Si vede che l’uomo armadio del racconto era l’eccezione.
    :P

  • raffaela:

    …a volte mi capita con le fighette tutte ben vestite che pur con l’ombrello nn ti cedono il passaggio raso muro..e sì, c’è chi nasce nobile in questo mondo..sarà questione di sangue più o meno blu?

  • m:

    Non penso sia questione di noblesse, ma di stronzitudine o meno e quella la si può trovare in qualunque estrazione sociale.

  • micca:

    io ci leggo molto di più della semplice gentilezza in questo post!
    ed era proprio quello che volevo sentire oggi. grazie dello spunto

  • m:

    Grazie a te Micca, ogni tanto riappari e non capisco se si tratta di un’allucinazione o di un fatto vero.

  • micca:

    io ci sono sempre, in silenzio e in trasparenza

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