Cosa ti farei
Quando immergi la bustina del tè nella tazza colma d’acqua bollente e ti si rompe lo spago, capisci che è ora tornare a dormire. Resti lì per qualche frazione di secondo infinito a guardarla mentre affonda, quando tra le tue dita incredule stringi ancora quel talloncino di carta col filo pendulo. Il primo pensiero è come recuperarla dall’acqua bollente. Di sicuro non con le dita, quell’acqua non è calda, è lavica. Estrai una forchetta dal cassetto e con un’intrepida azione di recupero la giri a spaghetto, le fai fare un doppio avvitamento e con un salto a secco la splatti nel lavandino.

Nel player “Claudia in motoretta” di Roberto Pregadio
(mi piace molto la musica che hai scelto! E adesso vado di tisana…)
Quoto tutto, perfino Laura.
:-)
è per questo che preferisco il tè sfuso.
ti consiglio un bel filtro in ferro (ne fanno di veramente fighi ultimamente) e ciao °buongiorni che si vedono dal mattino. ;)
Hai perfettamente ragione sulla praticità e sul gusto di un tè sfuso, però il tè sfuso probabilmente non avrebbe prodotto alcun post :-)
é un problema che ho quasi ogni mattina…ma quei biscottini nella foto sono fatti in casa? hanno un aspetto golosissimo…yum yum
lasciarla li’ dentro no ? tanto quello il suo compito …
Si, ma il tè poi diventa imbevibile.
mica per due giorni la devi lasciare … il tempo necessario, esci poi il te’ suggendolo e poi butti la busta
e vabbè.
ma
ora che il post è bruciato, lo fai il salto di qualità? :p
C’è di peggio, a me cade dentro trascinandosi il talloncino di carta… certi rodimenti!!!!!
bella immagine …i tuoi post mi piacciono perche’ sono talmente grafici che e’ come se li vedessi in un video…ciao
io son così pigra che generalmente preferisco bruciarmi le dita piuttosto che alzarmi e prendere una forchetta che poi dovrò pure lavare…
Sei stato ieri a casa mia?
come fare un thriller con una bustina di tè
… e farsi un bel caffelatte no?
Volevo il tè.