La mia vasca pre-natal

La mia vasca da bagno è un po’ placentica. Quando i nervi del collo si tendono, la riempio fino all’orlo con tanta schiuma e mi ci infilo. L’acqua mi arriva fino al naso, qualche volta immergo anche la testa e guardo il soffitto da sott’acqua. E’ molto rilassante, distensivo, sicuro. Tutto quel liquido caldo ed accogliente rinnova nel mio inconscio la memoria epidermica del grembo materno. La pelle ha memoria? Credo proprio di Si.

Poi riemergo con la testa, chiudo un po’ gli occhi, e mi raggiungono altri ricordi. Mi vedo seduto nella macchina a pedali verde, che forse avevo da bambino, mentre giro su e giù dalla piccola strada lastricata di pietra. Riapro gli occhi, mi tiro un po’ su con le spalle e sento le goccioline d’acqua frammiste a schiuma che scivolano piano lungo il corpo. Poi li richiudo ancora e ricordo Signorine che lasciano cadere in terra vestiti leggeri, si avvicinano al bordo bianco, agitano la saponata di superficie con la punta dei piedi e dopo aver tastato la temperatura dell’acqua scivolano piano nella vasca. Un po’ stretti, coi piedi in bocca, ma si sorride e siamo felici.

Quanti ricordi girano ancora dentro alla vasca, solletica il mio inconscio e mi fa star bene. Solo, non mi spiego la presenza quegli strani pesci dentati che a bordo vasca cantano Love and Pride a squarciagola, anche dopo aver riaperto gli occhi. E’ inutile che fai quel sorrisetto, sono sicuro di averli visti. Prossima volta foto.

8 risposte a La mia vasca pre-natal

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