Piccoli mostri crescono

Piccoli mostri crescono

“Guarda che se non fai la brava chiamo lo zio che ti picchia”. Ma come? E che cavolo. Assumiti le tue responsabilità madre o padre che tu sia. “Guarda che se non fai la brava stasera vai a letto senza cena” oppure “se non fai la brava te le suono”, queste sono le forme corrette. Ebbene si, sono della vecchia scuola. Dopo aver spiegato per bene almeno una volta il perchè una certa cosa non deve essere fatta, sono tra quella minoranza che ritiene sia meglio un calcio ben centrato al sedere piuttosto che “il bambino deve poter fare ciò che vuole, non gli dico mai di no altrimenti cresce con le frustrazioni” o “quando mi chiede qualcosa gliela compro, non posso vederlo piangere”. Nulla di più doloroso da dover ascoltare. Educazione? Padagogia? Sembrano essere due parole che si contraddicono. Un’altra cosa che mi fa girare la pelle è la questione del lei e del tu. Il tu lo si accetta tra amici, è normale, ma i piccoli devono dare del lei a chi è più grande, è una forma di rispetto e di educazione nei confronti della vita e di chi ha una maggiore esperienza e storia rispetto a noi. “Ciao maestra”, ma siamo impazziti? Sono cose che si sentono però. Come si può imparare e rispettare qualcuno e ciò che ci sta spiegando se viene a mancare quella necessaria distanza che segna il limite tra un allievo e un insegnate? Valori e poche semplici regole, ecco ciò che manca a questa nostra società in profondo declino culturale. Un primo beneficio lo si potrebbe iniziare a percepire dal raddoppiamento degli stipendi agli insegnanti, spingendo definitivamente la televisione fuori dalla finestra e rimettendo in discussione un sistema pedagogico che oggi sta creando i tanti piccoli mostri che saranno i grandi mostri di domani.

17 risposte a Piccoli mostri crescono

  • lindalov scrive:

    Sono d’accordo con te.
    Conosco benissimo una maestra e spesso mi racconta che alcuni le danno del Tu e non si fa. Si deve dare del Lei Alla Signora Maestra!
    Lei insegna da tanti anni e ha notato che tanto é cambiato: se una Maestra puniva l’alunno un tempo i bambini stavano zitti zitti perché sapevano che le prendevano anche dai genitori!
    Adesso i genitori insultano le Maestre davanti ai propri figli: “Come osa?” sbraitano contro.
    E la credibilità dell’educatore viene sminuita e annullata.

    (‘orca miseria che commentone. sono pure la prima. Laura, Laura mia dove sei?!?) :-D

  • m scrive:

    Oh si, paradossale. Nella loro più totale ignoranza oggi la maggior parte dei genitori difende i propri figli a spada tratta, senza prima conoscere le ragioni, anche al cospetto dell’insegnate: è la dimostrazione di un personale fallimento come genitori. In contemporanea ci vorrebbe anche una scuola per educare i genitori.

  • disastro scrive:

    già!
    Mi sto chiedendo lastessa cosa: quando si comincia a dare del lei? forse con le elementari…..
    Mentre perdono i piccoli non sopporto chi mi dà del tu appena entro in un negozio……..

    bentornato!!!

    p.s. a proposito di frittelle ai lamponi…..non abbiamo un gelato in sospeso? ;-)

  • m scrive:

    Certo, sospesissimo! Ci sentiamo via email per i dettagli.

  • larvotto scrive:

    Signor Napolino, Lei ha proprio ragione :)

  • m scrive:

    Esimio Signor Larvotto, credevo che dopo questa confessione mi avrebbe segato le gambe e invece noto con piacere un gradito e vivo appoggio.

  • Pupottina scrive:

    sì, l’educazione si dà così … in fondo noi della vecchia guardia siamo cresciuti così e non è che siamo venuti tanto male… eheheheh …. credo ;-)

  • m scrive:

    Non so se questo sia il metodo educativo migliore che esiste, di certo non ti fotte e non ti illude facendoti credere che tutto sia possibile e permesso.

  • NikkoHell scrive:

    State scherzando vero?
    Io sono cresciuto alla Montessori dove le maestre le chiamavo “Antonietta” e “Claudia”. E vi giuro che non sono uno zoticone.
    In Inghilterra hanno solo il concetto di “dare del tu” e non mi pare che siano tutti cafoni.

    Concordo invece, in maniera light, sulla prima parte.

  • m scrive:

    Chiamare per nome è un po’ diverso dal dare il tu. Dire “maestra Anna” o “maestro Paolo”, mi pare assai lontano da un “Ciao maestro” o dal più contratto “Ciao” e basta. L’esempio dell’Inghilterra mi sembra fuori luogo, perchè in quel Paese il tu corrisponde al lei e viceversa, è una forma grammaticale e linguistica differente dalla nostra, non confrontabile e, in ogni caso, anche molti inglesi sono dei cafoni :-)

  • lost soul scrive:

    Dare del lei se non altro per non dimenticare l’uso dei congiuntivi, visto che ormai ‘sti ragazzini sanno parlare/scrivere solo per sigle! :)

  • m scrive:

    :-) Anche per questo, perchè no.

  • manu scrive:

    ma poi la minaccia, la compravendita, il do ut des… non sono metodi poi così educativi, o no?

  • m scrive:

    Non sono per una minaccia fine a se stessa, dopo la minaccia si passa ai fatti. Scherzi a parte, è bene valutare la situazione, non vorrei generalizzare o rischiare di essere male interpretato, io ho messo il dialogo al primo posto, gli errori vanno in primo luogo spiegati e fatti comprendere.

  • manu scrive:

    sono d’accordo. è inutile stare a minacciare perché, almeno a me, non interessa che lei ubbidisca per paura. io voglio che capisca e se non capisce che ubbidisca per fiducia.

  • NikkoHell scrive:

    In Inghilterra il tu corrisponde al lei e viceversa?
    Suvvia…
    Io vedo gente che anche dando del voi è cafona…
    Mi pare come la statistica che dice che il 99% di chi si droga da bambino mangiava le caramelle…

  • m scrive:

    Stai portando come esempio un’eccezione :-)

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