Ciò che racconto è ciò che vedo
L’unica cosa che perplime1 è il fatto che ciò che vedo lo vedo solo io.
E’ anche in questo che sta la novità, indicando col dito una zona erogena poco nota al grande pubblico. Tutto è relativo mie care topine e topini e come diceva quel tedesco baffuto del Baden-Württemberg: l’energia totale di una particella ferma cambia a seconda del sistema che si prende come riferimento. E’ certo quindi che se in questo preciso momento mi fossi trovato a scrivere il post su un’automobile in movimento anziché qui, sul divano color fango del soggiorno2, avrei avuto certamente un’altra energia.
Parbleu! Cado, prontezza di riflessi. Anche questa volta salvo per un pelo.
- Il verbo perplimere, attualmente non presente in alcun vocabolario della lingua italiana, significa “essere perplesso” o “rendere perplesso”. E’ entrato a far parte della lingua parlata nei primi anni Novanta, durante la trasmissione televisiva “Avanzi”, in uno dei dialoghi tra il personaggio Rokko Smitherson, alias Corrado Guzzanti, e la conduttrice Serena Dandini. ↩
- Non ho nessun divano color fango in soggiorno, lo dico soprattutto a chi mi vuole bene e si potrebbe preoccupare per l’azzardata scelta d’arredo ↩
Ma come parli?
Che fa, mi cita Moretti? Cosa la perplime in particolare? Le assicuro che cambiando sistema di riferimento avrebbe una diversa percezione delle parole. Provi, è interessante.
meno male!! stavo già pensando di arrivare col lancia razzi per uccidere il fango del signor divano.
non dovresti perplimerti..
Naplillo sei bello così!
:-)
Io, che mi perplimo facilmente, credo di aver compreso quel che hai scritto. Io leggo, rileggo, rileggo e rileggo e poi ho come l’illuminazione! :-)
E’ normale? :-)
Credo di si, a me capita la stessa cosa rileggendomi :-)
beata te laura… che sei stata illuminata!
forse non l’ho riletto abbastanza…. :)
Io, da quando ho avuto l’illuminazione, non mi perplimo più!
Il vero problema sono i troppi sistemi di riferimento e le infinite combinazioni possibili, nel qual caso tu sei lucido e io sono pazza. e poiché non trovo UN SOLO sistema che giustifichi la sua unicità, fingo lucidità e si, sono pazza. L’ho detto.