Lacrime di sale pizzicate sul burro

Era sul mare e le case erano piccole e bianche. Case di pescatori, modeste abitazioni disegnate nella vita. Ricordo i colori dei frutti, i profumi delle piante in estate e i bambini che si rincorrevano lungo i viottoli in salita, quelli che dal mare portavano al paese. Oltrediché, solo colline e un’ostile quanto spontanea vegetazione. Le sere erano lunghe, il caldo entrava nei respiri e il sonno, osservato dai rumori della notte, sopraggiungeva lento. Volevo accostare le finestre, in cerca di un silenzio che non avevo dentro, ma quello non era un rumore che si assopiva facilmente, quello che mi strappava la carne e tagliava la pelle. La pistola nel primo cassetto, in quel momento, mi è sembrata l’unica soluzione per determinare il sonno.

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