Lacrime di sale pizzicate sul burro

Era sul mare e le case erano piccole e bianche. Case di pescatori, modeste abitazioni disegnate nella vita. Ricordo i colori dei frutti, i profumi delle piante in estate e i bambini che si rincorrevano lungo i viottoli in salita, quelli che dal mare portavano al paese. Oltrediché, solo colline e un’ostile quanto spontanea vegetazione. Le sere erano lunghe, il caldo entrava nei respiri e il sonno, osservato dai rumori della notte, sopraggiungeva lento. Volevo accostare le finestre, in cerca di un silenzio che non avevo dentro, ma quello non era un rumore che si assopiva facilmente, quello che mi strappava la carne e tagliava la pelle. La pistola nel primo cassetto, in quel momento, mi è sembrata l’unica soluzione per determinare il sonno.

6 Commenti a “Lacrime di sale pizzicate sul burro”

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La Neolingua

“La Neolingua era distinta da quasi tutte le altre lingue dal fatto che il suo vocabolario diventava ogni giorno più sottile invece di diventare più spesso. Ogni riduzione rappresentava una conquista, perché più piccolo era il campo della scelta e più limitata era la tentazione di lasciar spaziare il proprio pensiero. Si sperava, da ultimo, di far articolare il discorso nella stessa laringe, senza che si dovessero chiamare in causa i centri del cervello”.
George Orwell, 1984

"Neolingua"
un post di Scritti Apocrifi

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