Animalia
Questa mattina sono andato a correre.
Era da un po’ che mi dicevo devi correre, muoverti, condurre una vita meno sedentaria, di questo passo ti si atrofizzano anche le cellule nel cervello, finisce che ritorni a vedere le cose strane, a fare quei sogni incomprensibili a occhi aperti e a sentire le vocine. Scherzo, le vocine nella testa non le ho mai sentite, era per enfatizzare. Un giro di telefonate a Coniglio e Maiale e poi dentro alla tuta rossa di cotone, quella più spessa.
Mentre m’infilavo i pantaloni, mi sono guardato per qualche minuto le doppie righe bianche lungo i fianchi. Ho notato che sono di un cotone più liscio, quasi seta. Mi piace toccarle a due dita, passare due polpastrelli sul morbido, su e giù lungo i fianchi.
Infilati. Poi, la felpa col cappuccio. Rossa anche quella, con due righe bianche lungo le maniche che riprendono quelle che ho già visto sui pantaloni. Non so come si chiami, credo sia di marca, ma non è importante adesso.
Ho girato per un bel quarto d’ora in casa, a piedi scalzi, in tuta e con il cappuccio che mi copriva la testa. Camminare a piedi scalzi sui sassolini del pavimento in soggiorno mi diverte. Ho preso le chiavi, ho chiuso la porta e sono sceso in strada così.
Sotto c’erano già ad aspettarmi l’amico Coniglio col fucile da caccia sotto zampa e l’amico Maiale in tenuta sportiva. Ci facciamo delle piacevoli chiacchierate insieme, sono di compagnia. Ricordo i lunghi pomeriggi di sole trascorsi insieme, sorseggiando acqua calda e infusi alle erbe. Siamo molto diversi tra noi, forse è per questo che andiamo d’accordo. Nella diversità c’è scambio, interesse, novità ed esperienze che si intrecciano e si districano.
L’amico Maiale era fuggito qualche tempo fa, così mi ha raccontato, da uno di quei camion che si vedono passare ogni tanto lungo l’autostrada, dalla stalla al macello, in cui i passeggeri sono molto costretti, non viene loro offerto alcun dissetante e ognuno annusa il culo di quello che lo precede. Per una distrazione del conducente è riuscito ad allontanarsi dal viaggio della morte, ha avuto fortuna. Ora lavora in giacca e cravatta per una nota azienda di prodotti cosmetici per la cura del corpo.
L’amico Coniglio arriva da un piccolo bosco di collina, la sua storia è presto raccontata. Una domenica, mentre si trovava nei pressi di una quercia a cercar da mangiare, si è sentito sfiorare da una pallottola che gli è passata fischiando e a gran velocità esattamente vicino all’orecchio. Si è girato di scatto e ha visto l’ombra di un grosso uomo venirgli in contro, era come paralizzato e si sentiva finito. Beh, da non crederci. Il cacciatore goffo e col fucile in pugno, nella frenetica corsa ha inciampato, forse in un ramo o in una buca, e si è piantato un colpo in faccia. Coniglio ha raccolto il fucile e da quel giorno non esce più senza, anche quando ci si dà appuntamento per la corsa.

Alice nel paese delle meraviglie…
The Tale of Napolino Rabbit.
(tu e beatrix sareste stati grandi amici)
Questi commenti impreziosiscono pagine fatte di nulla.
fuori contesto: se non mi togli dai prematuramente deceduti, resuscito e ti tiro un pugno!
gnè! :)
Non ti ho tolta, ti ho spostata.
è bellissimo questo racconto…
il coniglio che non esce più disarmato, fantastico!
:)
maiale
coniglio
tuta
tuta tuta
tuta righe righe righe tuta
maiale
coniglio
fucile
se la tuta fosse stata azzurra…
sarebbe cambiato qualcosa?