Che poi scritta così

Ho la capacità di attraversare le cose con le mani. Più sono solide e compatte e più mi riesce facile attraversarle. Per dire, infilare una mano nel pavimento di casa, quello in legno massiccio, e fare ciao con la mano attraverso il soffitto dell’inquilino che abita al piano di sotto, è diventato un gioco da ragazzi. Infilare la testa nel tronco di un albero per contargli le venature, non ne parliamo. Affondare nella terra con i piedi fino alla cintura, senza dover precisamente fare un buco con la pala, mettersi dentro e ricoprirsi, beh, nulla di più facile. Entro nelle cose ultimamente, le attraverso, le guardo dentro. Ci sto e mi piace questo gioco, sempre che di gioco si tratti.

11 risposte a Che poi scritta così

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