Wurstel senza crauti da Eataly
Dove si va, dove non si va, oggi a pranzo sono andato a mangiare da Eataly.
Ci ero già stato altre volte, mai a mangiare. La pubblicità lo vende come “il più grande mercato enogastronomico del mondo” ed è effettivamente un luogo dove è facile perdersi, soprattutto se si proviene da una formazione gastronomica massificata, non si possiedono un po’ di senso critico e un pizzico di malizia.
Per quanto riguarda i prezzi, i prodotti sono decisamente più cari rispetto agli stessi articoli acquistati nei rispettivi luoghi di provenienza, ma questa è una cosa che si può parzialmente comprendere se si pensa che al costo del prodotto all’origine va aggiunto il suo trasporto e un margine di guadagno per mandare avanti la baracca.
Per quanto riguarda la scelta “più grande”, come recita lo slogan, ho qualche dubbio.
Il supermercato è suddiviso in vari reparti: pasta, carne, affettati, verdure, pesce, birra e vino, una specie di cantina al piano terra dov’è possibile mangiare salsiccia, wurstel del Trentino Alto Adige, spezzatini, patate al forno e crauti. In ogni reparto e in apposite aree destinate alla ristorazione, è possibile mangiare i prodotti che si vendono.
Ho mangiato in cantina, l’infernotto lo trovo sempre un luogo accogliente. Come minimo occorre mettere in conto venti minuti d’attesa, in qualunque reparto ricada la vostra scelta. Stando a quello che si racconta, sembra che solo ad agosto ci sia meno affluenza, se qualcuno rimarrà in città in quel periodo potrà verificarlo.
Due persone a cucinare, servire e batter cassa, per una cinquantina di coperti, a me che non ne capisco niente di ristorazione, sembra un rapporto sottodimensionato da far sorridere. Non penso occorra un genio per comprendere che in tali condizioni le code si formano per una semplice differenza aritmetica, evidentemente c’è la volontà a creare coda.
Ipotizzo si tratti di una nuova strategia commerciale, poiché la stessa cosa accade anche in una nota catena di gelaterie presidiate da Slow Food. Mangiare lentamente va bene, è corretto, ma attendere più di venti minuti in piedi per sedersi a tavola fa girare lo stomaco e basta, qualcuno dopo il quarto d’ora desiste e se ne va, ipotizzo a casa, a cucinarsi un piatto di “spaghi” con “pummarola in coppa” e fogliolina di basilico a guarnire.
Appurato che il personale da Eataly è sottodimensionato a causa di una scelta commerciale dalle dubbie conseguenze, un’altra questione da prendere in considerazione è che, se si va a mangiare in un posto in cui la pubblicità lo vende come “il più grande mercato enogastronomico del mondo” e ci si siede a pranzare dove servono birra e wurstel, pagando di più che nella media degli altri locali, sarebbe quantomeno apprezzabile che la pubblicità fosse veritiera.
Insieme al wurstel non mi si può abbinare l’insalata verde, dicendomi che le patate al forno e i crauti sono finiti. Per prima cosa mi riveli che sei incapace di regolarti sulle quantità, implicitamente che sei uno stupido, e in secondo luogo mi stai dando del cretino: è come se mi si cercasse di vendere la pizza margherita mettendoci sopra l’emmenthal al posto della mozzarella di bufala e sperare di farla franca.
Ho rinunciato al wurstel del Trentino Alto Adige e al contorno di crauti, per uno spezzatino con patate, stranamente per lo spezzatino le patate c’erano, e una weiss beer di provenienza tedesca, e per “dessert” mi sono tolto la soddisfazione di litigare col cameriere tutto fare. “Non dipende da me, deve parlare con la direzione”. “Si ma è lei che deve regolarsi sulle quantità da acquistare e cucinare, questa si chiama cattiva organizzazione”. Mi ha offerto ancora mezza birra e non gli ho sfondato il bancone a calci.
Essendo un luogo dove è possibile mangiare e comprare, uscendo ho cercato lo scaffale degli amaretti, mi era rimasto il retrogusto per il pessimo trattamento subito e dovevo levarmelo con qualcosa di dolceamaro che mi alleggerisse, anche psicologicamente, dal trauma dei wurstel senza crauti.
Gli amaretti sono di due tipi: quello di Saronno, croccante e friabile, e l’amaretto di Sassello, morbido e più simile al marzapane. In Piemonte se ne trova anche un’altra qualità, buona e rinomata, che viene prodotta a Mombaruzzo, in cui, oltre agli ingredienti usuali vengono aggiunte le “armelline”, i semi contenuti nel nocciolo delle albicocche.
Da non crederci, “il più grande mercato enogastronomico del mondo” non aveva nessuna delle tre qualità sugli scaffali, ma un semplice amaretto di dubbia provenienza, di cui tra l’altro era anche difficile leggere gli ingredienti. Sto ancora cercando di digerire il pranzo.
32 risposte a Wurstel senza crauti da Eataly
Lascia un Commento Annulla risposta
Tirato su a caso
- Pigia sul link che trovi qui sotto e leggi il post scelto per te:
- In punta di dita
Quanti?
Ascoltami
Commenti recenti
- Luce Erzh,ì. su La neve coprirà tutte le cose
- ElenaSole su Chissà se ne usciremo
- Claudiappì su Chissà se ne usciremo
- m su Chissà se ne usciremo
- m su La neve coprirà tutte le cose
- chiara su Chissà se ne usciremo
- chiara su La neve coprirà tutte le cose
- Luce su La neve coprirà tutte le cose
- elisa su La neve coprirà tutte le cose
- elisa su Onda su onda
- elisa su Senza cuore
- aurea su La neve coprirà tutte le cose
- m su Senza cuore
- ElenaSole su La neve coprirà tutte le cose
- ElenaSole su Senza cuore

gli amaretti sono i biscotti che preferisco (dopo quelli alla cannella).
quelli che preferisco io sono le paste di meliga, mi piacciono e mi ricordano di quando ero piccolo
io odio gli amaretti, ma sono contenta che qualcun’altro consideri Eataly una cagata pazzesca!
ciao
ale
Da 8Gallery a Eataly c’è senza dubbio un salto qualitativo… mi auguro che il mio sia stato solo un caso sporadico, anche se la fila per il mangiare è la regola.
Io lavoro a poca distanza da eataly e sovente (2-3 volte a settimana) vado a pranzo, nei vari ristorantini, e mi sono sono sempre trovato benissimo, una margherita come dio comanda 5 euro e una birra, totale 8.50, pane e acqua a volontà. E pensare che una volta andavo ad 8gallery. E vuoi mettere questa pizza con quella che mangiavo prima! Anche al ristorantino della birra non mi è mai successo nulla di strano, anzi…tutto ok. Fin che dura. Mi dispiace per te. Ciao
Tipo?
Per me le cagate o i disastri sono ben altri da eataly
Più che d’accordo. Vogliamo parlare dei panini col prosciutto verde che ti vendono sul treno, della Luisona, dei bambini che in questo mondo ancora muoiono di fame e di malattie per cui basterebbe un’aspirina, della prostituzione minorile, della schiavitù, della pena di morte, dei paesi occidentali che ammazzano civili in una logica di guerra che ha come unico fine lo sfruttamento di quei popoli e di quelle terre, degli estremismi religiosi, del Papa ingioiellato dalla testa ai piedi che organizza una festa di compleanno per il fratello spendendo più di 100.000 euro, di Berlusconi e il suo 70% di italiani che appoggiano il governo nei sondaggi, sarebbero così tanti i disastri da prendere in considerazione…
Vieni a Cervere a mangiare i porri con noi?
Il fast food, le pizze con uno strato di formaggio detto “da lavoro”, Bush, ecc…
Ciao
Io ho lavorato a eataly per quasi due anni, me ne sono andata per disperazione perchè le condizioni dilavoro erano vergognose. Hai perfettamente ragione a lamentarti dell’attesa della disorganizzazione ma non sono d’accordo quando dici che ti trattano da stupido o che è giusto prendersela con i camerieri piuttostoche con la direzione. Ti posso dire a loro discolpa che magari quelle persone che tu hai visto erano li dentro da almeno 10 ore. si perchè alla “direzione” piace tanto licenziare e far fare il lavoro che andrebbe fatto in quattro in due. Inoltre quasi nessuna delle persone che sgobbano li dentro guadagnano più di 900 euro al mese.
Se i clienti GIUSTAMENTE insodisfatti andassero di più a lamentarsi alla direzione invece che litigare con il cameriere magari le cose cambiererebbero.
La mia critica era rivolta all’intero sistema Eataly, non ce l’ho con l’inserviente di turno, anche se sul discorso delle quantità avrebbe potuto fare qualcosa o quantomento provvedere per tempo a segnalare la scarsa disponibilità di prodotto in dispensa.
Sapevo dei turni massacranti imposti a chi lavora, dovuti ad una carenza di personale a fronte di un maggiore profitto, un problema comune a molti ambienti di lavoro.
Claudio quali altri motivi dovevano esserci? Non mi andava di lavorare 6 giorni su 7 senza un sabato o una domenica a casa a farmi trattare a pesci in faccia per uno stipendio ridicolo , tutto li.
A loro andava bene, tanto assumono i rumeni e li sottopagano.
@ Laura
Laura (ma che bel nome) ci vuoi dire veramente il motivo per il quale “te ne sei andata”??
E daaai!
@ MF
Turni massacranti???
Si, turni massacranti e non solo per chi sta al bancone a servire, ma anche per chi occupa posizioni più alte. Comunque sia, quando un datore di lavoro o un superiore riversano sui dipendenti la propria incapacità nascono i problemi.
Spezzo una lancia a favore del supermercato: ci sono stato agli inizi di luglio 2009 e la coda per mangiare nell’infernotto è stata molto più veloce.
Mah, io so benissimo quanto pagano i romeni allo sbarazzo e via dicendo, e non mi pare che siano sottopagati, quanto ai pesci in faccia…
E’ meglio non scendere nei particolari. Buona giornata e buon lavoro.
Che sia sottorganico è palese e che in passato non abbiano saputo gestire i flussi di clienti anche, non mi riferivo al fatto che si lavora il sabato e la domenica, quella è una condizione normale ;-)
Lascia perdere quelli che stanno più in alto, non hanno orari fissi ma nemmeno lo stipendio é da fame, anzi, anzi… Turni massacranti ? Ma dai, il problema è che lavori il sabato e la domenica. Scusa se insisto, ma é proprio perché conosco “benino” la situazione.
Lavorare al sabato e domenica sarà normale per te ( e me) ma non per moltissimi che fanno domanda.Turni massacranti ad eataly mi suona un po` comico, con tutto rispetto per chi ci lavora (o ci ha lavorato), non é che vi confondete con il Bennet o peggio ancora con l`Esselunga?
Ah si è vero, forse era l’infernotto dell’Esselunga quello in cui sono stato a mangiare, era lì che non avevano i crauti! Devo ricordarmi di correggere Eataly con Esselunga in tutto il post ;-)
Simpaticone, non parlavo di crauti, ma di come sono “gestiti” i dipendenti in quelle due catene GDO.
Comunque i turni e la gestione del personale della ristorazione a Eataly fa schifo (sottolineo della ristorazione non so come stavano gli altri). Ma vorrei dire che comunque al di la delle polemiche è sicuramente sbagliato far pagare ai clienti la propria frustrazione. Io che non amo lavorare cosi infatti mi sono licenziata! :-)
Comunque stiamo invadendo un blog con argomenti che non c’entrano.. Mea culpa!
Proprio così. Mi sono trovato a passare nel supermercato come cliente e ho notato, e subito, questo “clima” di tensione e di disorganizzazione sempre come cliente. Probabilmente si trattava del primo anno di attività e alcune cose sono state successivamente calibrate anche sui flussi, mi auguro che ora le cose vadano meglio, per chi ci lavora e per chi va ad acquistare.
Per quanto riguarda il blog, non c’è problema, lo considero anche spazio di aggregazione e discussione, e visto che di luogo pubblico si tratta, è giusto che sia così :-)
Cosa mi stupisce è quanto dici, Laura: “alla “direzione” piace tanto licenziare”. Ma sei proprio sicura? Licenziare? Forse qulacuno l’hanno “accompagnato” fuori, ma forse c’era qualche “problemino”, non credi. Io si.
Senti claudio, è ovvio che qualcuno si è meritato di essere licenziato ma non è cosi per tutti. Poi per quanto tu ti ostini a difendere chi sta guadagnando miliardi risparmiando sul personale, sappi che i clienti se ne accorgono e come di come vanno le cose.
La mia idea rimane quella, per Eataly o qualunque altro gdo. dove non c’è crisi dovrebbe essere proibito licenziare per poi riassumere tramite agenzia.
Perchè, secondo te, in quanti sono stati licenziati? Chi “si è meritato” evidentemente c’era un valido motivo. Io credo proprio di si. Si,si. E gli altri? Quanti? Facciamo i numeri, dai. Che poi i clienti si accorgano di come vanno le cose, può darsi, nessuno lo mette in dubbio, però a quanto pare sto posto è sempre pieno. ciao
Il fatto che un posto sia sempre pieno non è necessariamente sinonimo di qualità o di buona organizzazione.
Certo, sono d`accordo.Vorrà dire che si sono abituati tutti a questa disorganizzazione, in quanto alla qualità, c`é di meglio… Dico, Lidl, Penny ecc. Mettiamola così.
Suvvia, ci sono un’infinità di esempi di posti in cui alla fila non corrisponde la qualità, dai servizi pubblici agli esercizi privati.
Facciamo che offro a te e a Laura un ottimo caffè riconciliatore e senza fila da Mulassano, in Piazza Castello n.15 sabato 12 settembre 2009 alle ore 16.00 e non se ne parla più.
Dai non mettiamo in discussione la qualità di eataly, comunque terminiamo qui. Sabato 12 settembre?? Ma io non so nemmeno dove sarò questa sera. Vedrò, ti farò sapere, grazie, e scusate se ho insistito un poco su questo argomento.
PS Una pizza da Eataly no? Ah,ah
Va bene anche una pizza da Eataly, anche se avrei preferito un luogo neutrale. Eviterei il sabato in tal caso, perchè non amo fare la fila. I miei contatti li trovate qui, fatevi sentire. A presto!
Guarda sarei venuta volentieri.. ma mi sono trasferita a Roma!
Comunque grazie.
Nessun rancore, è bello poter discutere in modo intelligente. Non abbiamo tutti le stesse idee (per fortuna). :-)
Cara LAura non c’è nulla di peggio di chi sputa nel piatto dove ha mangiato.. Io ho un ottimo ricordo di Eataly sia come dipendente che come cliente ora. Quello che era successo allora sono incidenti di percorso normalissimi, non dovuto sicuramente all’incuria di chi ci lavora. Io sono grata a loro per l’esperienza che mi hanno fatto fare. :-)