Al cartoccio

Giro intorno al distributore della benzina e passo sul retro dopo aver fatto il pieno di carburante, le spazzole dell’autolavaggio e l’omino con lo spruzzo si trovano sul retro dello stabilimento pronti ad attendermi.

Qualche spruzzata di prodotto detergente, una vaporizzata d’acqua calda, un giro di saponata intorno ai cerchioni e la vettura è pronta per essere infilata sotto ai rulli con le spazzole in fibre di plastica riciclata.

Mi piace stare seduto dentro alla macchina mentre i rulli si spostano avanti e indietro e i getti d’acqua spruzzano l’acqua intorno all’abitacolo, questa volta me la ricorderò per sempre. La spazzola si avvicina troppo e preme, preme molto forte. La carrozzeria si sfonda, prima davanti e poi si accartoccia anche dietro.

La macchina, in seguito alla forte pressione delle spazzole laterali e di quella davanti, si piega in due. Le ruote anteriori sono in asse con quelle posteriori, nel senso che stanno le une sopra le altre. Piegata a metà come una scatola di sardine. Il volante mi si conficca nello stomaco e la testa mi si schiaccia tra il parabrezza e la lamiera del cofano.

Sono morto, è chiaro, però ho avuto modo di seguire tutta la faccenda al rallentatore. Lunghi e interminabili istanti, quando ho tempo, mi sono detto, devo ricordarmi di scrivere come sono morto all’autolavaggio.

19 risposte a Al cartoccio

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