Workshop internazionale. Giorno due
Cosa fanno cento progettisti provenienti da dodici paesi del mondo, suddivisi in cinque gruppi da venti e in altri quattro sottogruppi di lavoro da cinque? Progettano il futuro di un’area della periferia torinese immaginando come sarà nel duemila e quaranta. Ammetto che il primo approccio all’area di progetto è stato piacevole e stimolante, il primo approccio non si scorda mai.
Ci siamo calati nei panni degli amministratori, della cittadinanza, degli investitori e dei progettisti, al duemila e venti. Un salto temporale. L’esercizio richiedeva una buona dose di immaginazione visionaria e di pragmatismo. Poi ci hanno sparaflashati e siamo ritornati. Non ho memoria di quello che è accaduto in quel lasso di tempo, ma ho una notevole quantità di appunti tra le mani, di linee colorate su fogli di carta lucida, di macchie verdi e di sbruffi viola che vanno da una parte all’altra dell’area di progetto. Domani si scelgono e si integrano le prime proposte, ce ne sono tante.
Ore 19.30 visita a Palazzo Madama
Ore 20.30 cena di gala del progetto Trasmettere la Città Sostenibile


Bella testimonianza, accesa, gioiosa, di lavoro di gruppo, di lavoro democratico.
Stasera segnalo il post nella rubrica IL SUGGERITORE del blog-rivista.
..che cosa meravigliosa che stai facendo, napolicchio…
Non ti dimenticare dei vecchi amici quando sarai diventato ricco e famoso…
In bocca al lupo per la continuazione dei lavori. E ritorna glorioso.
Baci/Blues
mica ti sarai vestito col frac?? allora voglio una foto…
Il 2040 è lontano. Adoro la città in cui vivo, metticela tutta… “che la forza sia con te!”
…bellissimo… mi fai venire voglia di cambiare mestiere!
buona continuazione, passo domani!
baci
Esperienza fantastica, di cui trasmetti tutto l’entusiasmo. Ci raccomandiamo: progettate tanti spazi verdi e poco cemento. Permettete ai cittadini di riapproprarsi di spazi comuni in cui poter socializzare.
Dal terzo giorno in poi vi hanno murati vivi? :)
praticamente si, però ora sono ritornato