Un buon segno
Ieri notte ho sentito che le bacchette d’acciaio appese nella mia testa si sono mosse. Pin pin pin, una dopo l’altra sono cadute tutte in un mucchio, tra la nuca e la bocca. Piccole bacchette cilindriche sospese con dei piccoli ganci, come ami da pesca, ancorati alla mia testa. Avvisatori sonori, non saprei in quale altro modo chiamarli, come quelli che si trovano appesi sopra alle porte dei negozi che vendono incenso e foulard orientali. Quando apri ed entri, in uno di quei negozi, senti il suono delle bacchette che tintinnano e si strofinano, per ricordare al proprietario che è entrato qualcuno nella sua bottega. Immediatamente dopo, l’odore forte dell’incenso.
Peccato non essere mai entrato in uno di questi negozi, lo scrivo per sentito raccontare o, forse, per averlo letto in qualche libro. Quelle bacchettine però, le ho sentite davvero cadere. Accidenti se le ho sentite. L’ho percepito come una specie di avviso, di promemoria, così reale. Forse, l’unico vero motivo per cui hanno deciso di cadere così, tutte assieme, è stato quello di sollecitarmi a scrivere ciò che ho appena scritto. Potrebbe accadere anche a voi, domani.

e se mi cadono i capelli domani? è un buon segno?
dipende da dove ti cadono
Sono cadute per disarmarti, le bacchette ondeggianti, per far entrare qualcuno nella tua testa senza preavviso, senza tue parole preventive.
Domani venerdì questo post lo indico come post di qualità ne IL SUGGERITORE, rubrica serale del blog-rivista.
A vederci. Vengo senza bacchette.
temo che sia così, ora non ci sono più barriere. felice di tutto, a presto dunque.
mai andato alla bottega di fulgenzi?
molto male!
Ma hai sentito anche odore d’incenso? No, perchè allora è più grave.
Che bella questa immagine…
e poi la parola “tintinnio” è così evocativa! :-)
Solo che dopo aver figurato l’immagine di una porta orientale… l’ho mentalmente aperta ed è arrivato solo odore di cibo cinese…
gia’…