Nella mia bocca

 Nella mia bocca

Sembra semplice scrivere, ma non sempre i concetti arrivano a chi li legge come noi vorremmo.
C’è chi attende l’ispirazione e chi se la lascia sfuggire alla prima inspirazione, chi cura la forma dimenticandosi dei concetti, chi accatasta le parole come fossero legna da ardere, chi non comprende ciò che scrive, lasciando che sia un lettore visionario di passaggio ad interpretare cotanta spettinata verbalità, chi scrive per se o per una cerchia ristretta di fanatici della lingua, non parlo di quella cosa rossa che ogni tanto infiliamo nella bocca di qualcuno, chi crede di saper scrivere, limitandosi però a riempie di rumore il nulla, chi non è capace di comunicare, ma riesce ad annoiarci mortalmente: “Ti vorrei uccidere, mi annoi. Ti odio, smettila”. Qualcuno alle parole potrebbe far seguire i fatti, non dimenticarlo mai.

Il panorama è ampio e discutibile, poco reversibile purtroppo, basta leggersi attorno. Certe notti prego. Prego, perchè qualcuno di questi scrittori a due dita possa rimanere folgorato. Non da un’idea o da un lampo d’ispirazione creativa, ma mentre affonda le sue mani in quel caffè divenuto elettrico perchè maldestramente rovesciato sulla tastiera di un fottuto portatile.

16 risposte a Nella mia bocca

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