Piccoli mostri

 Piccoli mostri

L’altra notte, piccoli mostri mi hanno cercato. Io me li ricordo tutti. Ne ho visti con la testa piccola e molte zampe o fatti solo di bocca e con le code lunghe. Erano ordinati, come le farfalle di un collezionatore ed erano neri, come una notte senza luna o l’interno delle mie scarpe. Qualcuno, al posto delle zampe, aveva come delle chele, chele bellissime. Ricordo solo che non provavo schifo e neanche impressione, ma fascino e attrazione, nonostante si muovessero verso di me. Più erano vicini e più li potevo osservare e ammirare, anche nei dettagli. Si muovevano lentamente. Più li guardavo e più quel colore nero diventava lucido e incominciava a riflettere i colori di ciò che stava loro attorno. Forse mi hanno divorato incominciando dalle gambe, questo non lo ricordo. Però, ho memoria di quell’interminabile istante in cui si sono fermati e intorno, come a formare un cerchio, hanno aperto gli occhi, prima di iniziare. Poi, il silenzio.

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