In un profondo sonno

In un profondo sonno

Ogni volta che salgo su un treno mi addormento. Mi porto libri da leggere, musica da ascoltare, lavoro da fare ma non c’è verso. Il treno mi culla e con il suo rumore costante e con il suo movimento, abbatte ogni mia resistenza fisica facendomi cadere puntualmente in un profondo sonno. Questo accade ogni volta che mi imbatto in un tragitto breve, l’ho notato. Cento, duecento chilometri al massimo. Oltre questa soglia di spazio riprendo le mie forze e incomincio a leggere, ad ascoltare musica, a lavorare. Capita che mi avventuri in qualche discorso con sconosciuti compagni di viaggio, ma è una cosa che accade raramente, se trovo il personaggio interessante. Tendenzialmente, non sono solito dare molta confidenza. Non salgo sul treno per fare conversazione di luoghi comuni, ma per spostarmi, per viaggiare. Quelle poche volte che mi è capitato, ho inventato tutto. Una volta ho raccontato di essere un architetto che stava andando a visitare un cantiere. Perché, sta male? No, normale routine. Un’altra volta ho detto di essere un grafico pubblicitario che stava viaggiando per ispirazione e per piacere. Si, mi ispiro anche per piacere. Un’altra volta ancora ho raccontato di essere un fotografo che stava andando a fare un fotoreportage in qualche luogo improbabile. E ce ne sono davvero tanti di luoghi improbabili in cui sono stato. Poi, ci ricamo sopra. Come sto facendo adesso e queste storie destano interesse in chi le ascolta. Le storie prendono forma da sole, mentre le racconto. Con una facilità e con una naturalezza che sembrano quasi vere, quasi le mie.

14 risposte a In un profondo sonno

  • lapegiulia scrive:

    Visto che ti addormenti in treno… per fortuna che non guidi la locomotiva! :)

  • Blimunda scrive:

    E’ bello ascoltare le tue storie… raccontala di nuovo, quasi quasi mi addormento…

  • giulia scrive:

    fichissimo, non ci avevo mai pensato! posso rubarti l’idea?
    ps ma soffri anche tu di quella che io chiamo “la sindrome del giapponese” per cui ti addormenti sui treni ma riesci comunque, ed inspiegabilmente, a svegliarti due minuti prima della tua stazione? :)

  • hertz scrive:

    racconta fottole che non sei altro!

  • m scrive:

    quale idea?
    a proposito del piesse, la risposta è inspiegabilmente si

  • giulia scrive:

    l’idea di inventarmi vite diverse dalla mia per quelle due ore che chiacchieri con qualcuno che non rivedrai mai più (si spera, sai che disastro altrimenti!)

  • pochecose scrive:

    dire bugie è un po’ diverso da raccontare storie.
    ma se sono belle, sei più che giustificato.

  • claudia scrive:

    io sarei terribile come bugiarda. mi incasinerei con una facilità invereconda nella stessa frase menzognera.
    no, no. di mentire a voce non sono capace. A scrivere invece sì!;)

  • zeroboy scrive:

    mi ci sono riconosciuto un sacco!

  • Scrivi come una ballerina che danza sulle punte.
    bello.

  • roselia scrive:

    ronf…ronf…

  • spezie scrive:

    il treno e’ magico..
    certo che
    per quanto ho capito dal tuo blog
    potresti essere architetto, grafico pubblicitario e fotografo… non sono balle poi cosi’ grosse

  • raymonde scrive:

    Non so per quale strano motivo, ma quando ero solito prendere spesso il treno (ai tempi dei 16-18 anni), familiarizzavo facilissimamente con i truzzi più selvatici del mondo!! :-) Allora, incredibile a dirsi, ero un vero capellone trasandato bastardo e alternativo, allontanavo le vecchiette e attiravo dei tamarri senza senso! bellissimo! :-)

  • patricia scrive:

    Io faccio esattamente come te…e di solito lascio un bel ricordo in quelli che viaggiano con me…è come se riuscissi ad indovinare quello che vorrebbero che io fossi in quel momento…è un gioco che mi piace..poi appena scendo, racconto tutto a chi mi viene a prendere (di solito sono amici)…così si ride fino al mal di panza…
    bacio

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