in verità, cercavo di fare dell’ironia spicciola sull’ondata di scarsa creatività e di pigrizia che attraversa molti blogs e i loro creatori/curatori. non è il mio caso, personalmente me ne fotto, se ho da scrivere scrivo altrimenti la pagina resta bianca. però, prendo atto dell’esistenza di un’immensa palude melmosa in cui affondano e si perdono moltissime delle parole che ho avuto il piacere di leggere negli anni passati. tu mi dirai che si tratta di un’analisi da bancarella del mercato e che andrebbe approfondita… d’accordo, però, incominciamo a prenderne atto.
Sono d’accordo, meglio una pagina bianca che uno scritto forzato. Per me è bisogno istintivo, egoisticamente parlando. La presa d’atto supera ogni “analisi da bancarella del mercato” (espressione bislacca!). Buona riflessione notturna…
effettivamente non è che tu abbia tutti i torti.
però un calo creativo è fisiologico.
molti blog, quando ho cominciato a leggerli, aggiornavano pressochè quotidianamente (anche il tuo). Ad oggi quasi nessuno continua con quel ritmo.
il problema non è comunque quello, è stato già detto, meglio nessun post che un post di merda (ah, quanti ne ho scritti!)
il problema è semmai quello di voler per forza aggiornare, in una specie di compulsione, come se si avesse paura che se non scrivi per qualche giorno i lettori fuggono via e non li rivedi più (a volte è anche vero).
mi stai descrivendo un circolo vizioso in cui chi scrive è incatenato a chi legge, altro che libertà! purtroppo, è la stessa convinzione che ho maturato anch’io in questi anni di blogging… e te lo dice uno che ha aperto il suo primo blog nel lontano 7 novembre del 2003, circa tre anni e mezzo fa, in tempi non ancora “sospetti”. forse per la novità o per questa sorta di “dipendenza” che si crea con il lettore, riconosco di avere avuto anche io una certa frequenza quotidiana nello scrivere. adesso, mi accorgo di ponderare le idee, le parole e di adottare una serie di filtri, anche nella forma, che forse tolgono immediatezza e fragranza ma senza dubbio riducono fortemente una mia eventuale “dipendenza” dal lettore o la annullano del tutto. oggi, posso dire di essere più libero, almeno nello scrivere.
mi stai provocando? no, dillo se mi stai provocando perchè in questo caso chiudiamo qui un’amicizia “virtuale” in seduta stante durata anche troppo tempo :)
mi guardo bene dal pubblicarlo, dopo questa sequela di “botta e risposta” non vorrei passare per un blogghista dipendente e assetato di pubblicazione :)
Datti da fare, non valgono le scorciatoie! …Oppure esci in questa calda serata che profuma d’estate…
in verità, cercavo di fare dell’ironia spicciola sull’ondata di scarsa creatività e di pigrizia che attraversa molti blogs e i loro creatori/curatori. non è il mio caso, personalmente me ne fotto, se ho da scrivere scrivo altrimenti la pagina resta bianca. però, prendo atto dell’esistenza di un’immensa palude melmosa in cui affondano e si perdono moltissime delle parole che ho avuto il piacere di leggere negli anni passati. tu mi dirai che si tratta di un’analisi da bancarella del mercato e che andrebbe approfondita… d’accordo, però, incominciamo a prenderne atto.
Sono d’accordo, meglio una pagina bianca che uno scritto forzato. Per me è bisogno istintivo, egoisticamente parlando. La presa d’atto supera ogni “analisi da bancarella del mercato” (espressione bislacca!). Buona riflessione notturna…
bislacca, si. e sorrido divertito :)
meglio nulla che cagate, sono d’accordo…
poi magari avrai di meglio da fare!
baci
ale
effettivamente non è che tu abbia tutti i torti.
però un calo creativo è fisiologico.
molti blog, quando ho cominciato a leggerli, aggiornavano pressochè quotidianamente (anche il tuo). Ad oggi quasi nessuno continua con quel ritmo.
il problema non è comunque quello, è stato già detto, meglio nessun post che un post di merda (ah, quanti ne ho scritti!)
il problema è semmai quello di voler per forza aggiornare, in una specie di compulsione, come se si avesse paura che se non scrivi per qualche giorno i lettori fuggono via e non li rivedi più (a volte è anche vero).
mi stai descrivendo un circolo vizioso in cui chi scrive è incatenato a chi legge, altro che libertà! purtroppo, è la stessa convinzione che ho maturato anch’io in questi anni di blogging… e te lo dice uno che ha aperto il suo primo blog nel lontano 7 novembre del 2003, circa tre anni e mezzo fa, in tempi non ancora “sospetti”. forse per la novità o per questa sorta di “dipendenza” che si crea con il lettore, riconosco di avere avuto anche io una certa frequenza quotidiana nello scrivere. adesso, mi accorgo di ponderare le idee, le parole e di adottare una serie di filtri, anche nella forma, che forse tolgono immediatezza e fragranza ma senza dubbio riducono fortemente una mia eventuale “dipendenza” dal lettore o la annullano del tutto. oggi, posso dire di essere più libero, almeno nello scrivere.
parliamone…ma cosa ci diciamo? :)
mi stai provocando? no, dillo se mi stai provocando perchè in questo caso chiudiamo qui un’amicizia “virtuale” in seduta stante durata anche troppo tempo :)
Non hai ancora pubblicato il post del venerdì sera, ne vogliamo parlare? :-)
mi guardo bene dal pubblicarlo, dopo questa sequela di “botta e risposta” non vorrei passare per un blogghista dipendente e assetato di pubblicazione :)
stanca morta non ho tempo neanche di fare il cambio degli armadi e oggi c’erano 40 gradi un abbraccio
Non avevo dubbi sulla tua ultima risposta e non voglio infierire con l’ennesima botta, preferisco augurarti un buon fine settimana. :-)
maninofottuto
ti strappo via i denti senza l’anestesia