Gemini. Titolo per un racconto che non c’è
Questa notte la città appare silenziosa e vuota. Stranamente silenziosa e spaventosamente vuota. Un anziano, affacciato dalla finestra del terzo piano di un palazzo, trattiene una sigaretta tra le dita. Un giovane, stringe in pugno un guinzaglio, mentre richiama il suo piccolo cane dal pelo arruffato. Una macchina per la pulizia delle strade è ferma, all’angolo di un incrocio, mentre il semaforo lampeggia di arancione. E’ una notte immersa nella notte, nei suoi silenzi, nelle sue luci gialle. Una notte che ha memoria del giorno, ma lo vorrebbe dimenticare, nei rumori lontani, nelle distrazioni e nelle frenesie di persone che non sanno più ascoltare. Ad un certo punto, uno sparo e un urlo lancinante: “non sei stato capace neanche di ammazzarti”.

Ehi ciao Napolino… Ti sei trasferito dal cannocchio… Beh io son tornato a bloggare.. Son passato per un saluto. Ciau..! Luka
ah
Ma il racconto c’è. Eccome. “Gemini. Titolo per un suicidio che non c’è”.
Un abbraccio doppio.
abbraccio anch’io!
e bacio
“Una notte che ha memoria del giorno”
Questa è una frase che fa più belle le parole.
brividi…