Se al posto dell’ostia dessero una fetta di salame, ci sarebbe più affluenza

E’ sui media di questi giorni ma anche su quelli dei mesi precedenti, che i più alti rappresentanti della Chiesa Cattolica avanzano continue pretese ed irrompono nella vita politica del Paese, attraverso comunicati autoritari, espressi nell’arroganza del “giusto” e in nome di un fantomatico diritto di espressione su ciò che si deve o non si deve fare ma nessuno dei nostri politici si è scandalizzato per tali atteggiamenti e prevaricazioni.

Personalmente, sono esterrefatto da questo comportamento e dal pressoché totale silenzio della nostra attuale classe dirigente. Trovo davvero fastidioso che uno Stato extracomunitario, non mi risulta che lo Stato del Vaticano faccia parte degli Stati membri dell’Unione europea, si arroghi il diritto di giudicare e di influenzare nelle scelte politiche un altro Stato, uno Stato democratico, attraverso continui e reiterati tentativi di manipolazione e di propaganda.

Sentiamo tanto parlare di famiglia, dell’importanza e del valore che questa forma di aggregazione umana porta alla nostra società e su questo si può anche essere d’accordo però, allo stesso tempo, non mi è molto chiaro come sia possibile parlare di una cosa che non si conosce, di un unione tra due persone che si amano e che hanno deciso di vivere insieme, se non attraverso l’esperienza diretta e personale.

Prima di parlare di famiglia e di ostracizzare qualsivoglia iniziativa che tenda ad ampliarne il significato, nell’obiettivo di un’estensione dei diritti anche a chi attualmente è e rimane emarginato, sarebbe meglio dare il buon esempio e dare vita ad una famiglia. I preti si dovrebbero sposare, avere una moglie o un marito, dei figli propri o adottivi, perché mi hanno sempre creato qualche sospetto le persone che parlano di cose che non conoscono.

16 Commenti a “Se al posto dell’ostia dessero una fetta di salame, ci sarebbe più affluenza”

  • no no, i preti lasciali preti per carità. Averne uno come marito credo che sia un incubo…dopo oltre che ramazzare la cucina tocca pure ramazzare la chiesa. no no no. PS: Non ti preoccupare di quello che dice la Chiesa, borbotta sempre ma poi le cose si fanno ugualmente. Borbottare è il suo mestiere. ;)

  • vista così in effetti sarebbe un incubo :)

  • troppo lungo…non leggo! :)

  • haldir:

    pentiti peccatore!!:)

  • sei arrabbiato perchè da piccolo non ti facevano fare il chierichetto vero??:)

  • haha, no. sono arrabbiato perchè mi sembrano delle palesi ingerenze nella vita politica di uno Stato estero e perché nessuno dice nulla.

  • Sidiceva: “Dio ti vede ma Stalin no” Io aggiungerei:”…ma se poi per puro caso lo viene a sapere….!!!”

  • il problema è la differenza (nonché la distanza) che esiste tra l’insegnamento e la moralizzazione.
    sono due processi di profonda ingerenza entrambi: si enunciano principi (che si ritengono validi) affinché il più largo numero di persone li accolga.

    nel primo caso, però, chi crede in ciò che dice accetta il sereno scambio di opinioni e il possibile rifiuto di certe idee (assiomi, principi, ecc.), nell’ottica di una discussione e di un convincimento che ha sede nella bontà dei ragionamenti.
    nel secondo, invece, non ci sono limiti, né spazi alla dialettica: la morale non ammette né distinguo, né rifiuti. solo l’accettazione è contemplata come risposta, altrimenti chi la pensa diversamente è visto come ciò che deve essere sconfitto. non come chi dovrebbe essere convinto.

    (ho fatto un commento lungo quasi quanto il post…ora lapegiulia mi punge ;)

  • pochecose:

    è che non lo si considera in realtà come stato estero.
    sono liberi di esprimere opinioni, solo che si arrogano diritti che non hanno, o non hanno del tutto, o non dovrebbero avere del tutto.

  • un bel commento, delfi. quello che più mi stuzzica è proprio la supponenza con cui si addita chi è all’esterno di un gruppo di pensiero o di credo e l’imposizione verbale violenta di una posizione a cui forse, per il presupposto da cui parte, è inutile relazionarsi o dare ascolto

  • pochecose, a mio modo di vedere “che non hanno” o “che hanno in altri luoghi”, nei luoghi preposti al culto e alla dottrina. queste sono a tutti gli effetti delle violente ingerenze nella vita politica e democratica di un Paese estero. cosa dobbiamo ancora attenderci nei prossimi mesi, un colpo di Stato?

  • Ho fatto la spia, ho detto di questo post al parroco del mio paese, presto sarai scomunicato…

    (in cambio ho avuto l’abbonamento gratis per tre anni a Famiglia Cristiana)

  • Ma non si accorgono che la famiglia nella società attuale non è più quella degli anni cinquanta? “No alle firme contestuali che assomiglia troppo ad un matrimonio.” L’ipocrisia dei teodem/teocon mi fa vomitare.

  • La Chiesa crede di poter riavvicinare i fedeli con la sua vomitevole politica ultra-conservatrice; prima o poi dovrà scegliere: o conservatorismo sì/fedeli no, oppure operare un cambiamento nella propria politica, così da riavvicinare la gente. Come dice saggiamente delfi, passa molta differenza tra moralizzazione e insegnamento, ma io qui non vedo né l’una né l’altra: vedo indottrinamento…

  • indottrinamento che allontana e pertanto neanche molto efficace, aggiungo

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