Diventeremo albero
Vivo panorami di primavere che si susseguono, dentro a distese infinite di colline rotonde, su cui gli alberi. Le colline da cui ti osservo, quando le braccia diveteranno rami e le dita germogli, lentamente le foglie. E’ tutto l’amore che non c’è, è tutto il cielo che si perde, sopra una terra che vorresti accarezzare quando è troppo lontana. I pensieri si trasformano in radici, le armi in fiori, i morti in frutti e diventeremo albero.
Questo pensiero, napolino, alle mie orecchie ed ai miei occhi è maledettamente pieno di poesia, foto associata compresa. Quel bel plurale (diventeremo) comprende entrambi.
sei maledettamente gentile, grazie
sei superiore.
nulla si distrugge, tutto si trasforma…
;o)
a volte vorrei essere pensata da te, per potermi vestire della bellezza del tuo sguardo gentile.
gentile gentile :)
è un po’ come mia poezia de merdara
«Un monaco, passo dopo passo, secchio dopo secchio portava l’acqua sulla montagna e innaffiava l’albero inaridito, credendo senza ombra di dubbio nella necessità di ciò che faceva, senza abbandonare
neppure per un istante la fiducia nella forza miracolosa della sua fede nel Creatore e perciò si assistette al Miracolo: una mattina i rami dell’albero
si rianimarono e si coprirono di foglioline. Ma questo è forse
un miracolo? È soltanto la verità».
A. Tarkovskij
tu sei il mio guru
..per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto..ti ha ispirato endrigo eh?
no
laMu’ mi ha preceduta mannaggia!
pciuk.
ehi mr napolins,
jesus loves you more than you will know, wo wo wo!!!
braccia rami e dita germogli mi ricordano un po’de andrè…”foglie le mani,spine le dita”
Meglio albero che cenere…
scusami ma sono particolarmente allegro e grottesco…
ma poi sotto l’albero non ci “urinano” i cani.
concima
certo che questo “uomo grottesco” è proprio grottesco.
grottesco davvero :)