La comprensione dell’oggetto
Togli e metti, togli e metti, alla fine sono convinto che tutto quello che sta attorno all’oggetto della nostra attenzione, non sia affatto indispensabile come si può credere. Probabilmente dopo questa mia affermazione Wilde si rivolterà nella tomba, ricordi la sua famosa frase “posso rinunciare a tutto meno che al superfluo”?
Il processo della consapevolezza verso l’oggetto, quello che inevitabilmente porta ad innalzare il grado della conoscenza soggettiva che si ha di esso, è in sostanza una sequenza di tappe precise e definite. All’essenza dell’oggetto ci si arriva passando attraverso un sovraccarico di interazioni di conoscenze, disturbi ambientali e intrinseche fitte relazioni. Il passo successivo da compiere è quello dell’alleggerimento concettuale, processo durante cui le superfetazioni accumulate dal sistema oggetto vengono sottratte ed eliminate, grazie a successioni relativamente graduali che portano alla sua parziale comprensione e conoscenza. Concludo con una domanda, sono i processi mentali che governano gli oggetti o sono gli oggetti che li controllano influenzandoli?

la seconda che hai detto! :)
I processi mentali governano gli oggetti nella attività artistica. Per questo è così divertente fare l’arte e metterla da parte.
hai cambiato il mobilio?
apperò, che bello
:))
minimalismi mio caro :)
gli oggetti, gli oggetti.
… e tu sempre molto bello.
“l’oggetto è la parte più mobile della pulsione” che non mi ricordo chi lo abbia detto (tipo jung?) ma che mi sembra in linea con quello che dicevi.
la mia risposta alla domanda è: entrambe. ma in genere sbaglio :)
gli oggetti possono cambiare i nostri desideri
eccomi…sto tornando….
;-)
o forse ho pisciato nel frigorifero?
Uè come va napolì?
l’incontro con l’oggetto genera il processo mentale e da quel momento si trasforma in esso e nella percezione che abbiamo dell’oggetto stesso che in effetti muta nel tempo. ciò che rimane più dell’oggetto stesso è la “relazione” che abbiamo con esso. in questo senso per me è entrambe. ma non sono sicuro di aver colto…
Non ho resistito a:
non “giocare” più con WordPress
non utilizzare il bellissimo template che usi tu ^-^
http://www.dueblog.it/
Consideralo un blog gemellato al tuo.
A presto.
Scusa l’OT, ma ci risiamo… vogliono impedire la programmazione di una fiction perché di contenuto lesbico.
Se vuoi aderire alla contro-iniziativa anticensoria vai su
http://elfobruno.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1251233
grazie e a presto!
gicappa, mi domandavo quale importanza avesse l’oggetto in una relazione tra oggetto e capacità conoscitiva di un soggetto sull’oggetto stesso. in sostanza, l’oggetto può influenzare tale relazione? io credo di si, e anche in modo decisivo.
Gli oggetti: soggetto
I processi mentali: complemento oggetto.
Un saluto da Fioredicampo:-)
in questo momento ho troppo novello in testa per risponderti… mah forse però l’ho fatto lo stesso ;o)
Credo che l’oggetto possa non influenzarci più dopo averlo sperimentato … oggetto del desiderio … In questo senso può avvenire la metamarfosi del soggetto che diventa oggetto e viceversa, se si parla di persone.
Senza l’oggetto, come oggetto inanimato, non ci sarebbero delitti? Senza il superfluo non esisterebbe la cosiddetta civiltà? senza il superfluo basterebbe tornare a barattare un pesce con due pomodori?
Ma come ti viene in mente ?
^-^
mumble mumble…e se fossero i terzi a governare gli uni e gli altri?
sbloggata, la componente terzi non l’avevo considerata e qui la storia si complica
Arsenico, non lo so :)
i processi mentali governano gli oggetti
La pensiamo all’opposto :)