La comprensione dell’oggetto

Togli e metti, togli e metti, alla fine sono convinto che tutto quello che sta attorno all’oggetto della nostra attenzione, non sia affatto indispensabile come si può credere. Probabilmente dopo questa mia affermazione Wilde si rivolterà nella tomba, ricordi la sua famosa frase “posso rinunciare a tutto meno che al superfluo”?
Il processo della consapevolezza verso l’oggetto, quello che inevitabilmente porta ad innalzare il grado della conoscenza soggettiva che si ha di esso, è in sostanza una sequenza di tappe precise e definite. All’essenza dell’oggetto ci si arriva passando attraverso un sovraccarico di interazioni di conoscenze, disturbi ambientali e intrinseche fitte relazioni. Il passo successivo da compiere è quello dell’alleggerimento concettuale, processo durante cui le superfetazioni accumulate dal sistema oggetto vengono sottratte ed eliminate, grazie a successioni relativamente graduali che portano alla sua parziale comprensione e conoscenza. Concludo con una domanda, sono i processi mentali che governano gli oggetti o sono gli oggetti che li controllano influenzandoli?

21 Commenti a “La comprensione dell’oggetto”

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La Neolingua

“La Neolingua era distinta da quasi tutte le altre lingue dal fatto che il suo vocabolario diventava ogni giorno più sottile invece di diventare più spesso. Ogni riduzione rappresentava una conquista, perché più piccolo era il campo della scelta e più limitata era la tentazione di lasciar spaziare il proprio pensiero. Si sperava, da ultimo, di far articolare il discorso nella stessa laringe, senza che si dovessero chiamare in causa i centri del cervello”.
George Orwell, 1984

"Neolingua"
un post di Scritti Apocrifi

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