Requiem for Fibrilla

Fibrilla era una signorina molto bene educata. Non si lasciava mai scappare una parola di troppo, sapeva sempre che cosa dire al momento opportuno e possedeva dei vestiti molto colorati che ricordavano la primavera e che lei amava abbinare con le sue tante paia di scarpe di cento colori. Fibrilla amava la musica, le piaceva la classica ma anche le canzoncine in cui si sentono le voci acute, l’arpa e lo xilofono. Tin, tin, tin e si capiva subito che ti stava accanto. Oppure i profumi, quelli si che erano deliziosi. Ne aveva uno in particolare che non ti voleva svelare, il più buono di tutti. Resistere ai sui baci era molto difficile e sapeva di frutta, tutta. Parlava di vestiti come di filosofia e di braccialetti come fosse scienza. Conosceva anche le cose difficili e i libri, amava molto leggere. Mi bastava sentirla vicina e poterla guardare, anche per poco e ascoltare i suoi pensieri mentre cadevano tra le mie braccia. E poterla stringere forte. Forse troppo forte, troppo forte davvero.

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