Chissà se ne usciremo

Ci sono tanti motivi per scrivere, però oggi non ne riesco a trovare uno valido che mi autorizzi a trasporre nero su bianco qualcosa che abbia un senso compiuto. Vorrei, ma non posso. Scrivo a mia discolpa che questo scampolo di comunicazione si è formato sentendo un brano musicale alla radio. Una radio che non si può più ascoltare cercando le frequenze con la rotellina, perché è una musica che arriva dal passato, da un ricordo che non ho mai avuto. Mi piacerebbe avere dei ricordi non miei da associare a musiche che mi vibrano sul cuore.

Questa la trasmettevano quando ti ho baciata per la prima volta, eravamo sulla sponda del fiume io e te soli. Questa quando è nato il nostro primo figlio, come piangeva i primi mesi, fargliela ascoltare era l’unico modo per addormentarlo. Questa mi ricorda la caldissima estate del 1968 e tutte le limonate fredde che ho bevuto quell’anno. Ricordi così, presi in prestito da altre storie, altre vite, semplici, senza pretese, belle.

Eddie Jefferson “Psychedelic Sally“, 1968

La neve coprirà tutte le cose

Mi sono svegliato e…

Bruno Martino “Estate“, 1960

Senza cuore

Prova a sentire il cuore, dammi la mano. Lo senti? Si lo sento, è leggero. Aspetta che sento anche il mio. Non lo trovo, non lo sento. È normale, le femmine non ce l’hanno.

Voce del verbo sciusciare

Mi sono sciusciato un’intera bottiglia di Chardonnay.

Questa notte ho sognato una parola nuova. Ogni tanto mi capita di sognare cose che non esistono e che possono avere un senso, anche se non sempre ne capisco il senso.

Onda su onda

D’altro canto per una crociera da trecento euro, in pieno inverno, nel Mar Tirreno, c’era da aspettarselo uno scoglio preso in quel posto.

Sabato sera

Sabato sera al birrificio per ascoltare l’amico che suona, davanti a una rossa da capogiro, come ai vecchi tempi, non ha prezzo. Beh, no. Un prezzo lo ha, cinque euro per la spina media.

Quanto costa la felicità?

Questo è l’ultimo

Tutto finisce, anche un duemila e undici colmo di aspettative e buoni propositi. E forse è un po’ anche per questo che ho chiuso con le liste, con le dieci cose e con tutti quei giochi che nascondono in fondo dei bocconcini amari. Semplicemente vivo e ho imparato col tempo a gustare meglio i sapori e i dissapori. La vita è un percorso semplice in cui persone, animali e cose ti scavano buche più o meno profonde per spingertici dentro. Un modo per fotterla potrebbe essere quello di non distrarsi mai, se qualcuno ci riesce me lo faccia sapere, io ci sto ancora provando.

Qualcosa di rosso, qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, un regalo, i semi del melograno, il vischio, gli acini d’uva, le lenticchie, il pane caldo, i baci, gli abbracci stretti e tante, tantissime bollicine piccole piccole per essere felici.

Buon anno.

In punta di dita

Scivoli piano su quei grandi cuscini blu, accavalli gambe colorate e ti allunghi morbida, mentre passi dita fra i capelli. “Metti su una musica”, mi sussurri e poi solo vapore sopra le labbra, rosse di piacere.

La comparsa universitaria della laguna “Y la amo“, 1965

Buone feste

Ci stiamo sfondando di salmone affumicato e Piero Colla metodo classico. È una delizia sul pane tostato, con burro di malga e cipolla di Tropea.

Prendimi adesso

Mi piacerebbe poter catturare i colori, le luci, i suoni, le sensazioni il profumo di ogni situazione che vorrò ricordare.